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Pompei - Servizio del 118 in via Aldo Moro, la protesta dei residenti

Pompei - Servizio del 118 in via Aldo Moro, la protesta dei residenti

Sirene delle ambulanze ed i locali di Casale Piscicelli al centro delle critiche

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

L’ex sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio, deve sapere che ancora adesso, ad un anno  che ha lasciato il primo piano di Palazzo De Fusco, il suo nome viene frequentemente evocato (all’interno di imprecazioni di varia natura) dai residenti del quartiere di via Aldo Moro di Pompei. Motivo, il frastuono delle ambulanze che transitano in continuazione con la sirena accesa (alcune volte senza pazienti a bordo), con la conseguenza di togliere la pace, la serenità e il sonno ad un intero quartiere di periferia i cui residenti sono entrati sul piede di guerra. I cittadini del rione hanno l’intenzione di raccogliere le firme su un documento indirizzato al nuovo sindaco Ferdinando Uliano, teso a riesaminare i termini e la validità dell’atto con cui il 28 ottobre 2013 il Comune di Pompei dava in concessione di comodato d’uso gratuito (per 6 anni) i locali del Casale Piscicelli (quelli siti al primo piano) per stabilirvi le attività del 118, trasferendo praticamente quelle che prima erano assicurate nei locali presi in fitto in piazza Unità d’Italia.

L’accordo sarebbe stato a suo tempo sottoscritto nella sede dell’Asl Na 3 di Torre del Greco. Ora, sul piano strettamente finanziario (senza avere alcuna intenzione di infierire sull’ex Amministratore comunale, l’operazione tra Comune di Pompei ed Azienda Sanitaria è consistita semplicemente nel trasferimento dell’onere del fitto dei locali dalla seconda al primo. Il Comune di Pompei ha speso centinaia di migliaia di euro per ristrutturare le fondamenta di Casale Piscicelli, poi ci ha messo dentro un’utenza esclusivamente a titolo gratuito, mentre paga fitti salati per locali che servono alle strutture comunali.

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Va detto, tra l’altro, che lo stesso personale (medico e paramedico) del servizio di pronto soccorso ha protestato più volte perché i locali sono al primo piano, non a norma e fatiscenti (difatti sono state ristrutturate solo le fondamenta).

In conclusione, se il sindaco Uliano trova il modo di allontanare il servizio 118 dal quartiere popolare di via Aldo Moro, saranno contenti tutti (come nelle famose favole) perché i residenti della zona saranno liberati dal frastuono delle sirene, i dipendenti Asl potranno operare in locali idonei come è loro diritto, ed i pompeiani potranno cercare qualche soluzione economica vantaggiosa per compensare l’onere di tenere locali comunali sfitti. 

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