A cura di Mario Cardone

Dopo un dibattito in Consiglio comunale (all’epoca la misura fiscale faceva riferimento per iniziativa al vicesindaco Orsineri), arriva in Commissione istituzionale la discussione sulla tassa di soggiorno.

A questo punto non appare più procrastinabile una misura fiscale che serve a finanziare i servizi aggiuntivi all’accoglienza turistica a Pompei, considerato che è molto arretrata in questo settore nonostante possieda attrattori di elevata rinomanza.

Questo è il motivo per cui se ne è parlato nella I Commissione consiliare. Un dibattito a cui sono stati invitati i rappresentanti dell’associazione alberghiera e dei bed & breakfast. Le associazioni di categoria si sono presentate con ricchi dossier di contro-proposte richiedendo riduzioni e sconti per la loro clientela. La proposta di fissare a 3 euro la tassa di soggiorno, a detta di molti, appare eccessiva per cui è probabile che sarà ridotta a 2 euro. I rappresentanti delle associazioni di categoria hanno chiesto ai politici pompeiani di dimostrare, conti alla mano, la fattibilità dell’iniziativa fiscale, inserendo in un conto economico complessivo tariffe, statistiche, introiti della tassa a regime ed impieghi prospettati per i servizi pubblici.

E’ su questa base concordata che è stata aggiornata la riunione. «Ho chiesto all’Azienda del Turismo le statistiche aggiornate sulle presenze alberghiere a Pompei per il 2015 - ha dichiarato  il presidente della I Commissione (Affari Istituzionali) Alfonso Conforti -. Riguardo al rapporto con gli operatori del settore alberghiero - ha proseguito - è mio personale proposito l’istituzione di una consulta aziendale con la partecipazione degli esponenti delle categorie turistiche del settore dell’accoglienza. Sarà a questi interlocutori che competerà concordare con l’Amministrazione comunale di Pompei la politica delle tariffe, le convenzioni speciali e le conseguenti iniziative, tra cui l’istituzione dei servizi turistici e le strutture urbanistiche per l’accoglienza».