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Pompei - Vigili urbani a mezzo servizio, tutto rimandato a settembre

Pompei - Vigili urbani a mezzo servizio, tutto rimandato a settembre

La strategia del sindaco Amitrano per risolvere la questione

Aggiornato il (2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Oramai è chiara l’intenzione del sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, riguardo all’orario di servizio dei vigili urbani, tagliato nei festivi e nel turno pomeridiano dopo che i revisori dei conti hanno decretato l’inadeguatezza del fondo accessorio del personale.

Un voce del bilancio comunale che prevede l’accantonamento dei fondi necessari per pagare l’indennità di turnazione: attendere settembre, quando si spera che il prefetto della provincia di Napoli trovi una soluzione al problema o magari venga emanato un provvedimento governativo di salvaguardia, considerato che ci sarebbero altri Comuni nella stessa condizione di Pompei, che in quanto città turistica, frequentata ogni anno da circa 5 milioni di visitatori, non dovrebbe essere abbandonata a se stessa riguardo al regolamento del traffico automobilistico e al controllo dell’ordine pubblico nelle aree più affollate come quelle intorno al santuario della Madonna del Rosario ed ai tre ingressi al Parco Archeologico.

E’ l’eterno alibi che da anni fa da paracadute ad una classe dirigente non all’altezza del Comune che amministra. Insomma, la strategia di Palazzo de Fusco prevede in primis la contestazione dei conteggi dei revisori dei conti in relazione alla consistenza del fondo accessorio.

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Considerata la lentezza con cui viaggia la burocrazia in Italia (la vicenda insorta in questi giorni è nata a seguito di un’ispezione risalente al 2011) potrebbe succedere di sapere la verità quando Amitrano avrà già portato a termine il suo mandato di sindaco.

In seconda ipotesi c’è l’ottimismo della volontà: si deve trovare una soluzione per riportare a regime l’ordine pubblico a Pompei perché si tratta di città troppo importante (che ospita un Parco archeologico patrimonio dell’Umanità) per essere lasciata a lungo con i vigili urbani a mezzo servizio. Riguardo ai motivi a monte, nessuna intenzione di scendere nei particolari. In primis perché è ancora tutto da dimostrare, in ogni caso sono già passati molti anni. Insomma è la stessa certezza che regge in piedi da anni: il castello di carta sede dell’amministrazione pubblica italiana. Vacilla quando crolla un ponte, una scuola o una diga ma passano pochi giorni e tutto torna come prima sia per il castello di carta che torna ad essere considerato solido nell’immaginario collettivo e condiviso dall’opinione pubblica.

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