A cura di Mario Cardone

La notizia dell’organizzazione del Jazzit Fest a Pompei ha creato fervore d’iniziative nell’amministrazione comunale e la comunità civile, E’ in fermento specialmente il ceto giovanile che sarà protagonista dela kermesse, su base spontanea e senza fine di lucro. Jazzit Fest è un’iniziativa itinerante che fonda il suo successo sulla musica, l’improvvisazione, la creatività e la moda itinerante che connota le giovani generazioni e che trova nel momento d’incontro un’occasione di stimolo creativo che nasce dall’amicizia e dall’amore della vita.

Il programma di base è costituito da una serie di regole e principi morali tra i quali spicca quello della “residenza creativa”. Vale a dire, in soldoni, che se qualcuno penserà, a Pompei, di costruire per giugno 2019 un’occasione di business sul movimento di migliaia di giovani che arriveranno in città, portando con loro tanta musica nell’animo ma pochi soldi in tasca, ha completamente sbagliato i conti né saranno accettate gerarchie tra quanti si lanceranno spontaneamente nei prossimi mesi nell’iniziativa dell’accoglienza a costo 0.

Il Jazzit Fest è promosso su punta a fare la rivoluzione in primis nelle comunità locali, aprendole allo spirito dell’ospitalità disinteressata e della musica che è un viatico per le buone azioni in termini sociali, di cultura e di innovazione economica per le comunità. Insomma, si attende un “vento nuovo” per la prossima estate del 2019 nella città di Pompei, che spazzi la “nebbia” dell’ignoranza e della staticità improduttiva. Un vento che porti il seme della valorizzazione del buono del territorio a partire dall’archeologia e dall’arte, emarginando una volta per tutte il malaffare che da troppi anni ha messo radici. Potrebbe essere il momento buono di estirpare definitivamente.

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