Migliaia di fedeli hanno partecipato questa mattina, domenica 4 ottobre, alla Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei, nel tradizionale appuntamento della prima domenica di ottobre. Una celebrazione che quest’anno assume un significato particolare: cade alla vigilia del centenario della morte di San Bartolo Longo, Patrono della città, e coincide con le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.
A presiedere la Santa Messa e a guidare la Supplica è stato mo acelebrazionensignor Paolo Rudelli, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, accolto dall’arcivescovo di Pompei monsignor Tommaso Caputo.
Rudelli: «Cominciare da sé stessi per cambiare il mondo»
Pace, conversione e responsabilità personale sono stati i temi centrali dell’omelia di Rudelli. L’Arcivescovo ha richiamato le figure di San Francesco e San Bartolo Longo come esempi di uomini capaci di imprimere una svolta alla propria esistenza e, attraverso questa, alla società.
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«Occorre cominciare sempre da sé stessi affinché cambi il mondo», ha sottolineato Rudelli, invitando a non cedere all’indifferenza e alla rassegnazione, anche davanti alle «ferite talvolta profonde» che segnano un territorio ricco di straordinaria bellezza.
Particolarmente significativo il richiamo alla scritta “Pax” che domina la facciata del Santuario, voluta da Bartolo Longo come monumento alla Pace Universale. Da qui l’invito a pregare il Rosario affinché «cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto».
Papa Leone XIV spiritualmente unito a Pompei
A mezzogiorno è arrivato anche il messaggio di Papa Leone XIV. Durante l’Angelus, il Pontefice si è detto spiritualmente unito ai fedeli raccolti a Pompei per la Supplica e, ricordando San Francesco, ha rinnovato l'appello a «chiedere con perseveranza il dono della pace» e a costruire la concordia fra i popoli, affidando questa intenzione all'intercessione della Madonna.
Un legame, quello tra il Papa e Pompei, ancora più forte dopo la visita dell’8 maggio scorso, ricordata più volte durante la celebrazione.
Caputo: «Preghiera e carità, il programma lasciato dal Papa»
Nel suo saluto iniziale, monsignor Tommaso Caputo ha ricordato proprio le parole pronunciate da Leone XIV durante quella visita: a Pompei il “Tempio della Carità” e il “Tempio della Fede” si sostengono a vicenda e trovano il loro fondamento nella preghiera e nel Santo Rosario.
Caputo ha inoltre evidenziato il profondo legame spirituale tra San Bartolo Longo e San Francesco d’Assisi, accomunati dagli ideali della carità, della fratellanza universale e della pace.
Migliaia di pellegrini in piazza
I tremila posti a sedere in piazza Bartolo Longo erano tutti occupati, mentre migliaia di pellegrini hanno seguito la celebrazione anche dalla Basilica e dalla Cappella dedicata al Fondatore attraverso i maxischermi.
Un appuntamento seguito a distanza da centinaia di migliaia di persone attraverso televisione, radio e web. Da Pompei si è così rinnovato un messaggio che unisce i tre interventi della giornata: la pace non è soltanto qualcosa da invocare, ma un cammino che richiede conversione personale, preghiera e impegno concreto verso gli altri.


