Aumentano le classi a tempo pieno negli istituti comprensivi e, di conseguenza, cresce anche il fabbisogno del servizio di refezione scolastica. Nonostante ciò, le famiglie non dovranno sostenere alcun aumento delle tariffe. È quanto stabilito dalla giunta guidata dal sindaco Luigi Mennella, che ha approvato un atto di indirizzo con i criteri per l'organizzazione del servizio mensa nell'anno scolastico 2026/2027, fornendo anche le linee guida per la nuova procedura di gara.
La decisione arriva al termine della ricognizione avviata dall'ufficio Pubblica Istruzione già nel mese di marzo presso gli istituti comprensivi del territorio, finalizzata a definire il reale fabbisogno del servizio. Dall'indagine è emersa la necessità di attivare la refezione scolastica per dodici nuove classi a tempo pieno.
Per rispondere alla crescente domanda, l'amministrazione comunale ha incaricato il dirigente del settore finanziario di individuare le risorse necessarie a garantire la copertura economica del servizio, mantenendo però invariato l'attuale sistema tariffario. L'obiettivo, si legge nell'atto, è quello di assicurare l'accessibilità al servizio e sostenere le famiglie nel pieno esercizio del diritto allo studio.
Contestualmente, la giunta ha dato mandato agli uffici competenti di predisporre gli atti per la nuova gara d'appalto, che dovrà puntare su criteri di qualità, innovazione ed efficienza. Particolare attenzione sarà riservata alla qualità nutrizionale dei pasti, alla sostenibilità ambientale, alla riduzione degli sprechi alimentari e alla digitalizzazione del servizio.
Soddisfazione è stata espressa dall'assessore alla Pubblica Istruzione, Mariateresa Sorrentino, che ha ricordato come le dodici nuove classi si aggiungano alle altre dodici attivate negli ultimi due anni grazie all'introduzione del tempo pieno. «Si tratta di un ampliamento significativo – sottolinea – che avviene senza alcun incremento delle tariffe per gli utenti. È la dimostrazione della volontà dell'amministrazione comunale di investire concretamente nella scuola, considerandola uno strumento fondamentale anche per contrastare la povertà educativa».


