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“Sulle note di un Santo”, il rapporto con la musica del Beato Bartolo Longo

“Sulle note di un Santo”, il rapporto con la musica del Beato Bartolo Longo

Il libro di Maria Rosaria Russo racconta il valore didattico dell'arte musicale nella cultura religiosa

(3 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Sabato 9 novembre, presso la “Sala Maria Lorenzo Longo” nel Monastero delle Trentatré in Napoli, si è svolta la presentazione del libro “Sulle note di un Santo” (Massa Editore) di Maria Rosaria Russo, docente di musica dell'Istituto Comprensivo "Alfieri" di Torre Annunziata.

Monsignor Vincenzo De Gregorio Abate, prelato della Cappella del tesoro di San Gennaro, ha reso omaggio al secondo lavoro della professoressa con una sua bellissima introduzione unitamente al prof. Luigi Bruno e al moderatore prof. Domenico Bonadia. Il testo è tradotto interamente in lingua inglese dalla prof.ssa Ivana Russo e ha partecipato alla “Fiera Internazionale del Libro” di Francoforte.

Il libro nasce con l’obiettivo di far conoscere il rapporto che il Beato Bartolo Longo aveva con la musica e soprattutto l’immenso valore didattico che egli dava all’arte musicale in quanto apriva anche uno sbocco lavorativo a ragazzi che la vita purtroppo aveva segnato duramente sin dall’infanzia. E’ descritta, inoltre, la storia del grandioso Organo fortemente voluto dal Beato Bartolo Longo, affinché i fedeli potessero partecipare con maggiore carica emotiva alle preghiere e alle liturgie da esso animate. A Maria Rosaria Russo abbiamo sottoposto alcune domande per approfondire la genesi della sua seconda pubblicazione letteraria.

Perché l'organo del Santuario di Pompei è così significativo nella storia e nella cultura musicale religiosa?

«L’organo del Santuario di Pompei non è un semplice organo. Bartolo Longo ha voluto che fosse eccellente, mirabile, grandioso così come è stato definito dai miglior organisti ed è stato costruito con le migliori tecnologie dai più bravi organari come Inzoli fino ad arrivare alla ditta Mascioni che lo tiene tutt’oggi in cura affinché le sue performance siano sempre all’altezza di sostenere le celebrazioni per la Madonna di Pompei».

Crede che l'organo e le composizioni religiose possano avere un ruolo nella conversione e nel rafforzamento della fede, come sembra suggerire il suo libro?

«Assolutamente sì. L’organo è lo strumento ufficiale della liturgia cristiana scelto per accompagnare e animare le liturgie. Molte anime si lasciano trasportare intimamente dalla melodia fino a giungere ad assaporare l’infinito Amore di Dio che riaccende cuori induriti dal disamore».

Ha ricevuto feedback da musicisti o esperti di musica che hanno apprezzato particolarmente il suo lavoro?

«Con molta soddisfazione posso dire che il lavoro è piaciuto, chi lo ha letto lo ha trovato scorrevole, interessante, e anche lì dove la descrizione diventa più tecnica, il linguaggio semplice e diretto non annoia. Mi auguro che ciascun lettore possa apprezzarne la bellezza. Credo che la bellezza elevi spiritualmente, porti a Cristo. Milioni di pellegrini devoti alla Madonna del Santuario di Pompei si soffermano e rimangono estasiati ad ammirare la magnificenza e la ricchezza di questo grande strumento. Attirare l’attenzione sulla storia di questa opera magnifica stimola i fedeli a partecipare più intensamente alle liturgie da esso animato ed è così possibile anche coniugare fede, musica, arte e turismo».

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