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Agerola, Antonio Ricciardi presenta “La macchina Netflix” al Festival Sui Sentieri degli Dei

Anna Casale Agerola · 3 min di lettura
Agerola, Antonio Ricciardi presenta “La macchina Netflix” al Festival Sui Sentieri degli Dei

l ricercatore di Torre Annunziata analizza algoritmi e piattaforme digitali: «Netflix non è solo intrattenimento, ma una macchina capace di orientare desideri e attenzione»

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La 15ª edizione del Festival dell'Alta Costiera Amalfitana “Sui Sentieri degli Dei” ad Agerola – una delle rassegne estive più importanti della Campania, che unisce musica, teatro e letteratura – ha ospitato, nella suggestiva cornice di Villa Coppola, la presentazione del saggio “La macchina Netflix. Algoritmi, estetica e politica delle piattaforme”, pubblicato da Ombre Corte nel 2026 e scritto dal ricercatore e saggista di Torre Annunziata Antonio Ricciardi.

L’evento si è inserito nell’ultima settimana di incontri culturali del Festival, dedicata ai libri, alla memoria e al pensiero contemporaneo.

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Il dialogo con Emilia Marra

La presentazione si è sviluppata attraverso un intenso dialogo dell’autore con Emilia Marra, ricercatrice presso l'Università degli Studi di Palermo, impegnata anche in attività di ricerca presso l'Università del Salento, filosofa specializzata in filosofia francese contemporanea, filosofia teoretica e storia della filosofia.

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Alla presentazione, oltre a un folto pubblico, erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Agerola Tommaso Naclerio, il presidente nazionale di Anea Luca Mascolo e l’assessora alla Cultura Regina Milo, che ha introdotto e concluso l’evento.

Netflix come “macchina” culturale

Il saggio esplora il funzionamento dei colossi digitali analizzando Netflix non come un semplice servizio di intrattenimento, ma come una “macchina astratta” e culturale, capace di governare il desiderio, i ritmi biologici e l'attenzione degli utenti.

L'autore, ricercatore indipendente ed esperto di filosofia della tecnica, adotta la lente teorica di pensatori come Gilles Deleuze, Félix Guattari, Gilbert Simondon e André Leroi-Gourhan per analizzare il funzionamento della piattaforma e il suo impatto sociopolitico ed estetico.

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I quattro nuclei del saggio

I contenuti principali del volume si articolano intorno a quattro nuclei tematici: dal noleggio al governo algoritmico del desiderio; il “Capitalismo delle Piattaforme” e la Rit-macchina; l’estetica, le forme e la produzione dell'immaginario; le implicazioni politiche, il “Dual Use” e i glitch.

Il potere degli algoritmi e il rischio di omologazione

Da questi temi emergono alcuni assi centrali della riflessione di Ricciardi. Netflix non viene interpretata semplicemente come un distributore di film e serie televisive, ma come una vera e propria infrastruttura capace di incidere sui comportamenti degli utenti, sincronizzandone i ritmi quotidiani, il tempo libero e persino i desideri.

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Un meccanismo che coinvolge anche la produzione culturale. Il rischio evidenziato nel saggio è quello di una progressiva omologazione dell'immaginario, con immagini, storie e formati artistici sempre più progettati a monte per rispondere alle metriche degli algoritmi e alle logiche delle piattaforme.

Ma l'algoritmo non può controllare tutto

Il sistema, tuttavia, non è infallibile. Ed è proprio qui che emerge l'elemento forse più ottimistico della ricerca di Ricciardi: la natura umana e l'imprevedibilità dei comportamenti sociali continuano a generare anomalie, i cosiddetti “glitch”, che sfuggono al calcolo computazionale.

Esiste, dunque, uno spazio che l'algoritmo non riesce a governare completamente. Per quanto sofisticate possano diventare le piattaforme, secondo la prospettiva proposta nel saggio, l'immaginario collettivo non potrà mai essere interamente colonizzato dal calcolo algoritmico.

Con questo messaggio si è concluso l’incontro, che ha riscosso un significativo successo di pubblico e rilanciato la necessità di continuare a riflettere e indagare sui meccanismi al centro della ricerca e del lavoro di Antonio Ricciardi.

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