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Je so' pazzo, Nicola Prosatore sceglie Torre Annunziata per raccontare la storia di Pino

Federica Faraone Mennella 4 min di lettura
Je so' pazzo, Nicola Prosatore sceglie Torre Annunziata per raccontare la storia di Pino

Dai vicoli del centro storico alle piazze, la città oplontina rivive sul grande schermo, mostrando la sua anima popolare e autentica

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Torre Annunziata entra nell’universo di Je so’ pazzo: il biopic diretto da Nicola Prosatore che racconta la storia di Pino Daniele, uscito nelle sale il 15 ottobre, e già premiato al box office italiano. Per i cittadini oplontini, infatti, non è stato difficile riconoscere, in alcune scene iconiche del film, luoghi molto familiari.

E in effetti le strade delle città sono divenute, a partire dal 27 aprile fino all'8 maggio 2025, scenari principali della pellicola di Prosatore.

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Torre Annunziata, le strade scelte dal regista

Il film racconta i primi anni della carriera dell’artista, i suoi primi “live” e i primi passi verso il successo. Le scene girate a Torre Annunziata hanno interessato, principalmente, il cuore pulsante del centro storico e le sue vie più caratteristiche, utilizzate per riprodurre proprio quelle atmosfere urbane degli anni '70 e '80 che incorniciano la storia di Pino.

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In particolare, le riprese hanno trasformato in un vero set cinematografico a cielo aperto le seguenti zone della città:

Piazza Giovanni XXIII della Pace: la piazza che ospita la Basilica di Maria Santissima della Neve, uno degli scorci più identitari della città, è stata utilizzata per le riprese d'insieme. Questo luogo della città, infatti, è stato protagonista nella pellicola di un acceso scontro verbale fra Pino e il suo manager, Claudio Poggi, al termine di una delle prime esibizioni live con la sua storica band;

Via Giardino: una delle strade storiche e più caratteristiche del centro storico, scelta appositamente per il suo aspetto autentico e l'atmosfera popolare;

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Via Commercio: altra storica strada che si snoda nel fitto tessuto urbano di Torre Annunziata, perfetta per evocare i vicoli popolari in cui è cresciuto l'artista;

Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele III: le grandi arterie stradali cittadine, che hanno fatto da sfondo a scene di passaggio e spostamenti urbani all'interno del film;

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Le modifiche al traffico e le chiusure stradali

Per consentire alla produzione di ricreare fedelmente le atmosfere degli anni Settanta e Ottanta, inoltre, il Comune ha predisposto un piano straordinario per la viabilità. La presenza di auto d’epoca sul set e la necessità di eliminare dall’inquadratura gli elementi più riconoscibili della contemporaneità hanno reso, difatti, necessari una serie di interventi mirati come divieti di sosta e rimozione forzata, attivi fin dalle prime ore del mattino nelle aree nevralgiche della città.

Ancora, lungo le principali arterie cittadine, tra cui Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele III, la circolazione è stata temporaneamente sospesa o deviata durante le riprese, per garantire la sicurezza degli attori e assicurare la continuità delle scene, evitando che rumori e veicoli moderni compromettessero il successo dell’ambientazione storica.

Gli aneddoti dal set e l’entusiasmo del cast

L’arrivo della troupe cinematografica ha suscitato grande entusiasmo tra i cittadini di Torre Annunziata, trasformando le giornate di riprese in occasioni di incontro e partecipazione collettiva.

Particolarmente calorosa è stata l’accoglienza riservata a Massimiliano Caiazzo, l’attore protagonista, già noto al grande pubblico per il ruolo di Carmine nella serie Mare Fuori, che ha attirato l’attenzione di numerosi fan, conquistati dalla sua presenza in città. Tra una ripresa e l’altra, l’attore si è concesso a foto e autografi, ricambiando l’affetto dei cittadini accorsi sul set.

Le riprese nei vicoli del centro storico hanno, poi, coinvolto da vicino anche i residenti di quelle zone, che con la generosità che li contraddistingue, hanno contribuito a ricreare l’atmosfera degli anni Settanta e Ottanta "prestando" i propri balconi per posizionare panni stesi d'epoca ed elementi scenografici, e offrendo spesso caffè e dolci alla troupe durante le pause.

Torre Annunziata oltre gli stereotipi: il cinema racconta l'anima autentica della città

Per Nicola Prosatore e la produzione, Torre Annunziata ha rappresentato, dunque, una location ideale non solo dal punto di vista estetico ma anche per la sua autentica anima popolare.

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Siamo, infatti, abituati spesso a vedere la nostra città solo come un luogo caratterizzato da degrado e camorra, assuefatti all’idea che l’immagine del territorio oplontino sia solo questa. Ma non è del tutto così. È anche storia, tradizioni e un patrimonio culturale che continua a vivere nelle sue strade e nei suoi quartieri.

La scelta di ambientare alcune scene di Je so’ pazzo proprio qui rappresenta un’occasione per guardare la città da una prospettiva diversa, mettendone in luce le bellezze e le potenzialità, troppo spesso oscurate dalle sue criticità. Perché Torre Annunziata vive, attraverso le sue strade, la sua gente, le sue tradizioni e quella forza popolare che continua a darle un’identità e una voce.

Quindi grazie Nicola, scegliere Torre Annunziata significa anche darle la possibilità di mostrarsi per ciò che è davvero: una città ricca di bellezze, potenzialità e di un’identità popolare che merita di essere raccontata e valorizzata anche attraverso il cinema.

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