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Torre Annunziata, Tonya Porzio trionfa al Concorso Nazionale FITA dei Monologhi
L'attrice della compagnia Hirondelle si aggiudica il primo premio assoluto e il migliore testo originale
«Grazie per la fiducia, per le possibilità che mi avete dato e per aver sempre creduto in me! Spero di avervi resi fieri». E’ raggiante Tonya Porzio dopo l’autentico trionfo al Concorso Nazionale FITA dei Monologhi. L’attrice di Torre Annunziata, fondatrice insieme alla sorella Maria della compagnia Hirondelle, ha letteralmente dominato la nona edizione della importante kermesse teatrale aggiudicandosi il Primo Premio assoluto e il Premio come Miglior Monologo Originale portando in scena “Apologia della quiete”, scritto dalla stessa attrice con la regia di Oreste Ciccariello.
Il Concorso Nazionale dei Monologhi, giunto nel 2026 alla nona edizione, è organizzato da FITA Lazio con il patrocinio di FITA Nazionale. Si è concluso con la finale nazionale sabato 24 ottobre 2026 presso il Teatro Fara Nume di Ostia, dopo le selezioni in 17 regioni d'Italia. I comitati si sono impegnati ad individuare attori e attrici appartenenti alle compagnie associate alla Federazione Italiana del Teatro e delle Arti attraverso fasi provinciali e regionali segnalandone due per ogni regione per la partecipazione alla finale nazionale.
In gara per la compagnia “Teatro per noi”, Tonya Porzio è arrivata alla finale nazionale dopo aver già vinto le selezioni provinciali e regionali. Il doppio riconoscimento premia un lavoro che affronta il tema dell’abuso psicologico nelle relazioni e dà voce a forme di violenza spesso difficili da riconoscere. “Apologia della quiete”, sottotitolato “o lezione sul silenzio per alunne disobbedienti”, porta in scena una donna che racconta la progressiva rinuncia alla propria voce all’interno di una relazione violenta. Una sedia e una lavagna in scena trasformano il rapporto di coppia in una lezione di obbedienza. La protagonista, un tempo affamata di parole, impara a tacere per essere considerata ‘brava’, fino a confondere il silenzio con la possibilità di essere amata.
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Tonya Porzio sottolinea il messaggio che accompagna il suo lavoro: «Con “Apologia della quiete” ho voluto parlare di quella violenza che passa attraverso le parole, il controllo e i silenzi usati per ferire. Il mio pezzo è anche un monito per tutte le donne: quando per sentirci amate impariamo a farci piccole, a chiedere scusa per ciò che siamo, a rinunciare alla nostra voce, stiamo perdendo qualcosa di essenziale. L’abuso psicologico può essere difficile da riconoscere proprio perché non lascia necessariamente segni sul corpo. Vorrei che questo monologo aiutasse a dare un nome a quel dolore e a ricordare che nessuna dovrebbe sentirsi obbligata a tacere per meritare amore».
Il premio giunge poco dopo il decimo anniversario della compagnia Hirondelle. Maria Porzio, regista della compagnia, commenta: «Questo riconoscimento arriva in un momento speciale perché da poco la compagnia Hirondelle ha compiuto dieci anni di vita. E in questi dieci anni Tonya si è distinta per la devozione al progetto che lei stessa ha creato, la cieca fiducia, la testardaggine. Tanto di Hirondelle si deve a lei. Così, questo riconoscimento è per noi anche un premio alla sua tenacia, al suo essersi dedicata al teatro sempre con amore, umiltà, voglia di crescere e far crescere. Il teatro è un gioco di squadra, o come dice sempre lei, una cosa che si fa in ‘famiglia’ e oggi la sua famiglia è fiera della sua crescita, e del traguardo raggiunto».

Oreste Ciccariello, regista del monologo, racconta il lavoro condiviso con l’autrice e interprete: «Quando si lavora con la verità è tutto più semplice. Quello che Tonya porta in scena è un pezzo di vita, non solo un pezzo di teatro, e io sono onorato e fiero di aver avuto accesso a queste sue emozioni e di averle tradotte in una regia che non ha fatto altro che dare una forma aderente alle sue parole. Lavorare con Tonya è incredibilmente facile perché parliamo di un talento genuino, autentico, lontano da luci e lustrini, che ha ancora negli occhi l’amore per il palcoscenico e per il teatro. Quindi, questo premio se lo merita tutto. E che sia un traguardo da godere, ma anche un punto di partenza verso mete sempre più belle».
Non è la prima volta che il palcoscenico FITA fa registrare riconoscimenti nazionali per artisti torresi. Nel 2024 Giovanna Contento, attrice della compagnia “A Fenesta d ’a Torre”, si aggiudicò il Premio del Pubblico alla sesta edizione dello stesso “Festival Nazionale del Monologo”. Un dato emblematico per un territorio dal fermento culturale esponenziale soprattutto nel comparto della promozione teatrale. Un versante della città che esiste realmente e che meriterebbe, oltre ad una visibilità più seria e convinta, un supporto concreto da parte delle istituzioni. A proposito, ma il Teatro Comunale che stava per essere inaugurato nello scorso mese di maggio nell’ex aula consiliare di via Schiti a Torre Annunziata, che fine ha fatto?
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