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Sparatoria in centro a Napoli, sette fermati: coinvolti anche quattro minorenni

Sparatoria in centro a Napoli, sette fermati: coinvolti anche quattro minorenni

Tentato omicidio e armi con aggravante mafiosa: custodia cautelare dopo i fatti di Piazza Carolina

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Sette persone, di cui quattro minorenni, sono state sottoposte a fermo di indiziato di delitto nell’ambito delle indagini sulla sparatoria avvenuta la notte tra l’11 e il 12 dicembre scorso in Piazza Carolina, nel pieno centro di Napoli. Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato nella giornata del 10 gennaio, su delega del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli.

I soggetti fermati sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di tentato omicidio e porto e detenzione di arma da sparo, aggravati dalle modalità mafiose previste dall’articolo 416 bis del codice penale.

Dei tre indagati maggiorenni, uno è risultato irreperibile al momento dell’esecuzione del provvedimento ma si è costituito spontaneamente nella notte presso la casa circondariale di Secondigliano. Tra i quattro minorenni coinvolti, uno risulta ancora irreperibile.

Le indagini sulla sparatoria di Piazza Carolina

Il decreto di fermo raccoglie gli esiti di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, e condotta dalla Squadra Mobile con il supporto dei Commissariati di San Ferdinando e Montecalvario.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la sparatoria sarebbe scaturita da uno scontro tra gruppi di giovanissimi provenienti da quartieri diversi. In particolare, un gruppo dei Quartieri Spagnoli avrebbe aperto il fuoco contro coetanei riconducibili al quartiere del Pallonetto di Santa Lucia, sparando ad altezza d’uomo con l’evidente intento di uccidere. La reazione armata dell’altro gruppo avrebbe poi provocato ulteriori colpi d’arma da fuoco e le cosiddette “stese” lungo il percorso di fuga.

Le immagini delle telecamere

Fondamentale per la ricostruzione dei fatti è stato l’apporto delle telecamere di videosorveglianza, che hanno consentito di ricostruire l’intera dinamica dell’episodio e di identificare i soggetti ritenuti responsabili della sparatoria.

L’episodio, secondo gli inquirenti, si inserisce in una più ampia sequenza di eventi riconducibili ai contrasti tra gruppi criminali giovanili operanti in quartieri limitrofi del centro cittadino.

All’esito delle udienze di convalida, i GIP competenti hanno disposto la custodia cautelare in carcere per i due indagati maggiorenni e la custodia cautelare in Istituto Penale per i Minorenni (IPM) per i tre minorenni fermati.

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