YMA-latte

Al Trianon torna la grande umanità di Raffaele Viviani con “Festa di Piedigrotta”

Al Trianon torna la grande umanità di Raffaele Viviani con “Festa di Piedigrotta”

 Nello Mascia rilegge il capolavoro del 1919 e costruisce un ponte tra la Napoli del dopoguerra e le inquietudini del presente. Musiche rielaborate da Eugenio Bennato, in scena fino al 13 settembre.

(4 minuti di lettura)

Al Trianon è tornata in scena la grande umanità di Raffaele Viviani. La regia di Nello Mascia e le musiche rielaborate da Eugenio Bennato trasformano la celebre «sagra popolare in due atti» in un viaggio dentro le contraddizioni di ieri e le inquietudini di oggi.

C'è una Napoli che fa festa per dimenticare. Una Napoli che, proprio mentre canta, balla e si riversa nelle strade, lascia affiorare le proprie ferite. È questa la città che torna a vivere sul palcoscenico del Trianon con Festa di Piedigrotta di Raffaele Viviani, spettacolo che inaugura come prologo il cartellone 2026-2027 del teatro, sotto la direzione artistica di Pierpaolo Sepe.

Un ponte tra la Napoli del 1919 e quella di oggi

Non è soltanto il ritorno di un grande classico della drammaturgia napoletana. È, soprattutto, un incontro tra due epoche che sembrano lontanissime e che invece, viste attraverso la lente di Viviani, finiscono per assomigliarsi in modo inquietante.

TORRESETTE AI

Hai domande su questa notizia?

Chiedi a TorreSette AI e scopri di più.

Scritta nel 1919, all'indomani della Prima guerra mondiale, Festa di Piedigrotta racconta un'umanità stremata, «ferita, monca e disorientata», che cerca nella festa una possibilità di riscatto, un modo per tornare a sentirsi viva dopo l'orrore.

A più di un secolo di distanza, Nello Mascia raccoglie quella stessa inquietudine e la porta nel presente, costruendo un ponte tra il dopoguerra raccontato da Viviani e un mondo contemporaneo attraversato da conflitti, paure e nuove fratture.

La festa come fuga e forma di sopravvivenza

La festa, allora, non è soltanto festa. È una fuga, una necessità, una forma di sopravvivenza. È il luogo nel quale una comunità ferita può per qualche ora abbandonare il peso della quotidianità, ma anche quello in cui tensioni, miserie e contraddizioni finiscono inevitabilmente per esplodere.

Proprio qui la regia di Mascia trova uno dei suoi punti di forza: nel trasformare il popolo di Viviani in una moltitudine nella quale vittime e carnefici possono coincidere. Ogni personaggio porta con sé una ferita e, nello stesso tempo, può diventare autore della ferita altrui. Una comunità sospesa tra ragione e follia, disperazione e desiderio di vivere.

La Festa di Piedigrotta, secondo Mascia, diventa così un rito contemporaneo, un'esplosione di energia nella quale il popolo cerca una momentanea liberazione dalle proprie paure.

Una scena costruita dai corpi degli attori

A sostenere questa visione è una scenografia essenziale, concepita da Raffaele Di Florio come uno «spazio scenico dinamico» nel quale il vuoto non rappresenta un'assenza, ma diventa uno spazio da riempire attraverso i corpi, le voci, la musica e il movimento degli interpreti.

L'attore torna così al centro. È il corpo dell'artista a costruire la piazza, la strada, la festa e la folla. È attraverso i suoi gesti che la Napoli di Viviani prende forma e si trasforma continuamente sotto gli occhi dello spettatore.

Eugenio Bennato rilegge le musiche di Viviani

Le composizioni di Viviani, rielaborate da Eugenio Bennato, non accompagnano semplicemente l'azione: ne diventano una forza propulsiva.

Ne emerge una Napoli che non viene imbalsamata nel folklore, ma restituita nella sua vitalità, nella sua rabbia e nella sua capacità di reinventarsi.

In questo percorso si inseriscono anche le voci di Ciccio Merolla e Pietra Montecorvino, presenze che contribuiscono a costruire quell'«urlo diverso di una Napoli contemporanea» evocato dal progetto musicale.

Una compagnia di 28 artisti

La struttura dell'opera conserva il respiro corale che ha reso Festa di Piedigrotta uno dei lavori più rappresentativi di Viviani.

La dimensione corale dello spettacolo è affidata a una compagnia di 28 artisti, alcuni impegnati in più ruoli. Insieme a Nello Mascia, tra gli altri, Oscar Di Maio, Ciccio Merolla, Pietra Montecorvino, Federica Aiello, Rossella Amato, Federica Avallone, Claudio Bellisario, Angela Bertamino, Roberto Caccioppoli, Ciro Capano, Stella Cerciello, Christian Chiummariello, Davide Chiummo, Viviana Curcio, Filomena Diodati e Massimo Masiello.

Completano la squadra artistica le coreografie di Ettore Squillace, i costumi di Francesca Romana Scudiero, le luci di Gianluca Sacco e l'audio di Daniele Chessa.

Viviani continua a parlare alla Napoli contemporanea

Oggi, vent'anni dopo, il teatro Trianon con Festa di Piedigrotta celebra il proprio legame con Viviani mettendo in scena l'opera forse più adatta a raccontare una città che, da sempre, riesce a trasformare il dolore in canto, la precarietà in movimento, la disperazione in festa.

È questa la forza del teatro di Raffaele Viviani: non raccontare una Napoli che non esiste più, ma riuscire a farci riconoscere dentro una Napoli che continua a esistere.

Ed è proprio per questo che Viviani, ancora oggi, non smette di parlarci.

Lo spettacolo replica al Trianon fino al 13 settembre.

 

TORRESETTE AI

Chiedi a TorreSette AI

Fai una domanda su questa storia o sull'archivio del giornale: la risposta compare qui sotto, con i link agli articoli.

Oppure scegli una di queste

TorreSette AI può aiutarti con:

  • Riassunti e approfondimenti delle notizie
  • Il contesto e i precedenti di una storia
  • Altri articoli collegati a questo
Fonte Preferita Google

Vedi prima le notizie che ti interessano

Dì a Google che TorreSette è una delle tue fonti: le nostre notizie ti compaiono più in alto quando cerchi. Lo decidi tu e lo puoi togliere quando vuoi.

★ Aggiungi TorreSette

Bastano due tap: si apre Google, tocchi TorreSette e confermi.

★ Come aggiungere TorreSette

  1. Premi Aggiungi TorreSette
  2. Nella schermata Google seleziona TorreSette
  3. Conferma la selezione
Schermata Google con TorreSette selezionato come fonte preferita
WhatsApp News

Ricevi gli aggiornamenti TorreSette su WhatsApp

Salva il numero +39 353.303.00.84 e inviaci il messaggio “Ok Notizie” per ricevere news e aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Apri WhatsApp
© Riproduzione riservata

I COMMENTI DEI LETTORI

Si prega di scrivere una risposta
utente