Dopo oltre quarant’anni di assenza, una preziosa scultura lignea policroma del Settecento tornerà finalmente nella sua collocazione originaria, la Chiesa del Santissimo Salvatore di Passiano, frazione di Cava de’ Tirreni.
La restituzione ufficiale dell’opera avverrà il 7 maggio 2026 alle ore 19, in esecuzione di un decreto di dissequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. A consegnare il manufatto sarà il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli.
La scultura, raffigurante una coppia di teste di cherubini, decorava originariamente la statua della Madonna del Rosario custodita nella chiesa cavese. L’opera era stata trafugata il 15 novembre 1984 e da allora se ne erano perse completamente le tracce.
Le indagini coordinate dalla Procura oplontina e condotte dai carabinieri del Nucleo TPC di Napoli hanno però permesso di ricostruire il lungo percorso internazionale seguito dal bene artistico. La scultura era infatti approdata presso una casa d’aste di Monaco di Baviera, in Germania, dove era stata acquistata da un antiquario di Piano di Sorrento. Successivamente l’opera era stata venduta a un cittadino statunitense senza la necessaria autorizzazione per l’esportazione di beni culturali.
Sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori, il Gip del Tribunale di Torre Annunziata aveva disposto il sequestro dell’opera nell’ambito di un procedimento per ricettazione ed esportazione illecita di bene culturale.
Determinante è stata anche la collaborazione internazionale: grazie all’intervento della Sezione Cooperazione Internazionale del Reparto Operativo TPC, l’opera è stata recuperata negli Stati Uniti e restituita dalle autorità americane al Console Generale d’Italia a New York il 21 ottobre 2025. Nel dicembre dello stesso anno il rientro definitivo in Italia.
Fondamentale per il recupero si è rivelato anche il lavoro della Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, il più grande archivio mondiale dedicato alle opere d’arte rubate, con oltre 1,3 milioni di file catalogati. Attraverso il sistema innovativo di intelligenza artificiale “S.W.O.A.D.S.” (Stolen Works Of Art Detection System), gli investigatori sono riusciti a individuare e identificare il manufatto.
La restituzione della scultura rappresenta oggi non solo il recupero di un’opera d’arte di grande valore storico e religioso, ma anche la riconsegna alla comunità di Cava de’ Tirreni di un simbolo della propria identità culturale e devozionale.


