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Il progetto METI arriva in Campania: la realtà virtuale entra nelle scuole per imparare a riconoscere il rischio su strada
Dal 2 al 6 novembre la formazione da parte della Polizia stradale e ferroviaria
La realtà virtuale entra nelle scuole italiane. Dal 2 al 6 novembre il percorso si apre con la formazione delle forze di Polizia stradale e ferroviaria nelle scuole del napoletano, tra esperienze immersive e riflessioni sulla sicurezza stradale e ferroviaria.
Dopo Palermo e la Puglia, METI - Modelli Educativi in Tecnologia Immersiva per la sicurezza stradale e ferroviaria - arriva in Campania con la terza tappa territoriale del progetto, per proseguire poi in Basilicata e Calabria, presso alcune scuole secondarie di secondo grado.
Il progetto METI nasce dalla collaborazione tra la Direzione centrale della Polizia stradale, ferroviaria e dei reparti speciali della Polizia di Stato, e il Dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, nell’ambito del Programma Operativo Complementare (POC) di azione e coesione “Legalità” 2014–2020.
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Al centro, un modello educativo che integra ricerca psicologica, competenze operative e tecnologie immersive per promuovere comportamenti più consapevoli nella mobilità stradale e ferroviaria.
La tappa napoletana inizia il 2 novembre
La tappa campana si apre il 2 novembre con la giornata dedicata alla formazione delle forze di Polizia coinvolte. Il 3 novembre le attività con le scuole iniziano all’I.T.C. “Melissa Bassi” di Napoli; il 4 novembre proseguono all’istituto “Antonio Esposito Ferraioli” di Napoli. Il 5 novembre è prevista la tappa all’I.S. G. Marconi S. Dragonetto di Qualiano, mentre il 6 novembre il percorso raggiunge l’I.P.I.A. Dalla Chiesa ad Afragola.
Quattro appuntamenti per portare la prevenzione dentro i contesti educativi, coinvolgendo studentesse e studenti in un’esperienza che affianca alla conoscenza delle regole la comprensione delle proprie reazioni e dei processi che orientano le decisioni.
Vedi prima le notizie che ti interessano Scegli TorreSette come fonte preferita su Google. Bastano due tap: si apre Google, tocchi TorreSette e confermi.Le simulazioni per comprendere le proprie condotte di guida
Attraverso la realtà virtuale immersiva e le tecnologie a 360°, ragazze e ragazzi possono confrontarsi con situazioni potenzialmente critiche, costruite per essere vicine alla realtà. Le simulazioni permettono di esplorare i fattori che possono influenzare i comportamenti: la pressione del gruppo, la distrazione, la sottovalutazione del pericolo, l’eccessiva sicurezza nelle proprie capacità e la tendenza a minimizzare o giustificare le proprie condotte.
L’obiettivo è rendere riconoscibili questi meccanismi e stimolare una riflessione sulle conseguenze delle scelte individuali.
Riconoscere il pericolo, comprendere ciò che condiziona una scelta, sperimentare il valore della responsabilità prima che una situazione di rischio diventi reale; sono tutti questi gli obiettivi del progetto. Quindi non è un caso se questa iniziativa è portata anche all’interno di un contesto scolastico.
La tecnologia si conferma uno strumento educativo efficace capace di coinvolgere emozioni, capacità critica e senso di responsabilità, e di ampliare gli orizzonti pedagogici dell’educazione scolastica.
Per questo motivo, l’esperienza con il visore a 360° è solo parte di un percorso più ampio, l’elemento più tangibile.
Le attività sono accompagnate da momenti di riflessione guidata, confronto e rielaborazione condotti da operatori e psicologi, per aiutare gli studenti a trasformare quanto sperimentato nella simulazione in un apprendimento da portare nella vita quotidiana.
Gli altri strumenti di valutazione
Il modello integra inoltre strumenti di valutazione prima e dopo gli interventi, attraverso questionari, analisi degli atteggiamenti impliciti ed espliciti e raccolta di dati comportamentali. Una componente che consente di verificare l’efficacia dei percorsi rispetto alle conoscenze e ai processi decisionali e motivazionali dei partecipanti.
Dopo la prima tappa siciliana, svolta a Palermo dal 19 al 21 ottobre, e quella pugliese, dal 27 al 30 ottobre, la Campania rappresenta il terzo passaggio della fase operativa sul territorio.
METI rafforza la collaborazione tra scuola, ricerca scientifica e Polizia di Stato, con un obiettivo condiviso: aiutare i più giovani a riconoscere il rischio e a comprendere il peso delle proprie scelte. Perché la sicurezza è anche una competenza da costruire, sperimentare e mettere in pratica ogni giorno.
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