Slitta l'introduzione della cosiddetta "norma AMCO" destinata a favorire il recupero dei crediti non riscossi dai Comuni. Il Governo ha infatti deciso di non presentare l'emendamento nell'ambito del Decreto Infrastrutture-PNRR (Dl n. 107/2026), ritenendolo non coerente con la materia trattata dal provvedimento, approvato dalla Commissione Bilancio della Camera.
Si tratta, tuttavia, di un rinvio e non di un accantonamento. L'Esecutivo conferma infatti la volontà di intervenire sulla gestione dei crediti comunali inesigibili, introducendo norme che consentano agli enti locali di migliorare le attività di riscossione.
L'obiettivo resta il recupero dei crediti
La futura disciplina dovrebbe chiarire quanto già previsto dalla Legge di Bilancio 2026, favorendo il trasferimento ad AMCO e ai soggetti specializzati nella gestione dei crediti degli importi non riscossi dai Comuni.
L'intervento riguarderebbe in particolare le principali entrate comunali, come Imu, Tari e sanzioni amministrative, settori nei quali le difficoltà di riscossione continuano a incidere pesantemente sui bilanci degli enti locali.
Secondo l'analisi riportata dall'Osservatorio Finanza Locale AM, anche il ricorso all'Agenzia delle Entrate-Riscossione non ha prodotto negli anni i risultati sperati, rendendo necessario individuare strumenti più efficaci.
La norma potrebbe confluire nel Decreto PA
L'orientamento del Governo sarebbe ora quello di inserire la disciplina in un articolo specifico del prossimo Decreto Pubblica Amministrazione, attualmente in fase di predisposizione e atteso prima della pausa estiva.
Nel nuovo provvedimento dovrebbe trovare spazio anche un'ampia sezione dedicata agli enti locali, comprendente la prevista abolizione dei tetti di spesa per il personale, ancora oggi ancorati a parametri risalenti agli anni 2011-2013 e, per i piccoli Comuni, addirittura al 2008.
Il nodo dell'obbligatorietà
Uno degli aspetti più rilevanti della futura riforma riguarda il criterio di obbligatorietà del trasferimento dei crediti.
Le prime ipotesi prevedevano che, al di sotto di una determinata soglia di riscossione – indicata inizialmente nel 17,5% – il conferimento dei crediti ad AMCO diventasse obbligatorio e non più una semplice facoltà dell'ente locale. Nelle ultime settimane, tuttavia, sarebbero maturati orientamenti differenti su questo meccanismo, che resta ancora oggetto di valutazione.
L'obiettivo finale
La finalità della riforma resta quella di rendere più efficiente la riscossione dei crediti comunali, recuperando risorse oggi difficilmente esigibili e mettendole nuovamente a disposizione dei territori.
Un sistema più efficace consentirebbe ai Comuni di rafforzare la propria capacità finanziaria, migliorare i servizi offerti ai cittadini e disporre di maggiori risorse per gli investimenti destinati alle comunità locali.
(Analisi a cura del dott. Antonio Marano, esperto di Finanza Locale)


