Lunedì 19 ottobre

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Guerriglia a Milano, anche oggi tensione in città. Mattarella: "Violenze inaccettabili"

AdnKronos · 5 min di lettura
Guerriglia a Milano, anche oggi tensione in città. Mattarella: "Violenze inaccettabili"

In piazza San Carlo volano schiaffi e petardi. Il Capo dello Stato ha espresso la necessità di fare "un'analisi intelligente e approfondita" su quanto è accaduto nel weekend. Atteso decreto con misure per fermare le violenze.

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Momenti di tensione anche oggi, lunedì 19 ottobre, a Milano. In particolare vicino a piazza San Carlo a Milano per lo striscione 'Vi remigriamo tutti', esposto da alcuni giovani di centrodestra, suscitando lo sdegno di diversi ragazzi. Uno studente, italiano di seconda generazione, si è scagliato verbalmente contro il gruppo, raccogliendo l'insulto di una donna. Ne sono seguite urla su temi come Gaza e integrazione. Alla fine è volato qualche schiaffo e un paio di petardi sono stati esplosi prima che le forze dell'ordine riportassero la calma.

Per contenere la situazione dovrebbero arrivare a Milano 500 militari in più. A darne notizia sui social è il vicepremier e segretario uscente della Lega, Matteo Salvini, parlando di una misura "per difendere Milano" che dovrebbe essere contenuta nel decreto legge domani all'ordine del giorno del Cdm. Una misura che definisce una "vittoria Lega".

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La solidarietà di Mattarella alle forze dell'ordine

Dopo la tensione di oggi e, soprattutto, i disordini dei giorni scorsi è intervenuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha espresso "la piena solidarietà della comunità nazionale alle forze dell'ordine", parlando dei "quasi 200 feriti" tra polizia e carabinieri.

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"Occorre un'analisi intelligente e approfondita e va elaborata un'attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti. Condizione, quest'ultima, che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili", sottolinea il Presidente della Repubblica.

"Il riferimento all'impegno al servizio cittadini induce ad ampliare lo sguardo più in generale. È un servizio che passa dalla garanzia di condizioni di sicurezza che assicurano il pacifico dispiegarsi della vita delle nostre comunità, nelle città e nei borghi, dove ogni violenza è inaccettabile".

Atteso decreto contro violenze

Il governo starebbe ragionando su ulteriori misure volte a rendere più efficaci le attività di prevenzione e contrasto di questi fenomeni. Dopo il vertice di oggi a Palazzo Chigi, a quanto si apprende, una nuova riunione del Consiglio dei ministri dovrebbe tenersi domani alle 17.30. All'ordine del giorno ci dovrebbe essere un decreto legge con nuove misure per fermare violenze, devastazioni e illegalità nelle città dopo i disordini degli ultimi giorni.

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Una "risposta ferma" da parte dello Stato che, nel rispetto della libertà di manifestazione del pensiero e del diritto a svolgere liberamente manifestazioni pacifiche, contrasti le condotte delinquenziali e criminali.

"Rinnoviamo anche oggi la nostra solidarietà alle forze dell’ordine, ai commercianti e a tutti i cittadini che stanno subendo ondate di attacchi vandalici e criminali da gruppi di facinorosi" scrive sui social il vicepremier Antonio Tajani. "Oggi molti negozi a Milano sono rimasti con le serrande abbassate. Il governo risponderà duramente a questi attacchi contro lo Stato, anche con misure in grado di fermare i minorenni violenti".

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"Siamo grati alle forze dell’ordine e a tutti i militari impegnati a proteggere le nostre città, con l’impegno di aumentare ancora di più le risorse da mettere in campo per garantire l’ordine pubblico", aggiunge e conclude il leader di Forza Italia.

Dopo due giorni di guerriglia Milano scopre anche la paura

Nella città in cui la parola d'ordine è 'correre', dopo due giorni di guerriglia urbana, fa capolinea anche la paura. Un timore non generalizzato, ma che colpisce in modo trasversale. "C'è la manifestazione...apriamo più tardi", dice un commesso a pochi passi dal tribunale di Milano, accanto c'è un caffè aperto e il resto delle saracinesche resta su. Lo stesso accade nelle strade adiacenti al Duomo, quelle più colpite dal fine settimana, segnato dal lancio di sanpietrini, vetrine rotte e negozi saccheggiati. C'è chi con i danni ben in vista non rinuncia ai guadagni garantiti dai turisti e che, invece, preferisce non correre rischi.

"Per la sicurezza di dipendenti e clienti" la città del lusso chiude in anticipo. Nel primo pomeriggio di lunedì hanno già chiuso le boutique di Hermès e Chanel in via Montenapoleone e altri seguono a ruota. Ci si confronta con i negozi vicini per decidere se è più prudente chiudere subito o attendere eventuali disordini e c'è chi si lascia andare a richieste di condanne esemplari: "Punirne uno per educarne cento". Qualcuno confida che i negozi del lusso non siano il target dei giovani e giovanissimi che hanno devastato la città, ma intanto si procede a svuotare le vetrine e a mettere al sicuro la merce preziosa. Una chiusura che riporta con la mente al lockdown e a un silenzio irreale.

Nel salotto buono della città i commercianti si affidano allo schieramento massiccio delle forze dell'ordine, ma quando il numero di ragazzi diventa più consistente e troppo vicino, un bar che affaccia su piazza Duomo decide di mettere via ombrelloni, sedie e tavoli. Una precauzione eccessiva, ma "prevenire è meglio che curare", sembra il motto del momento.

E anche la cultura fa i conti con la paura in una giornata, dopo due giorni di saccheggi, senza danni. "Data la fluidità degli allarmi sulla sicurezza diramati nella giornata odierna e la posizione del Teatro Filodrammatici, collocato nel cuore della zona interessata dai recenti disordini, nel rispetto dell'incolumità e della percezione di sicurezza di ciascuno spettatore, riteniamo opportuno sospendere le attività previste per oggi". Se lo spettacolo 'La storia a processo!' è rinviato a data da definire, Milano con questa nuova realtà rischia di doverci fare i conti a lungo.

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