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Manovra 2027, bufera sui tagli a scuola e pensioni: sindacati e opposizioni all'attacco

Antonio Gagliardi 3 min di lettura
Manovra 2027, bufera sui tagli a scuola e pensioni: sindacati e opposizioni all'attacco

La legge di Bilancio 2027 scatena lo scontro politico e sindacale: la manovra, presentata ieri, prevede quasi 7mila tagli negli organici della scuola e una stretta sulla rivalutazione delle pensioni. 

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La legge di Bilancio 2027 accende lo scontro politico e sindacale. Dopo la pubblicazione del testo della manovra, le opposizioni e le organizzazioni dei lavoratori contestano soprattutto i tagli agli organici della scuola e la stretta sulla rivalutazione delle pensioni. Polemiche anche sulle risorse destinate agli asili nido e alla sanità.

Scuola, previsti quasi 7mila posti in meno tra docenti e personale ATA

È uno dei punti più controversi della manovra. Il testo prevede, a partire dall'anno scolastico 2027-2028, una riduzione complessiva di 6.974 posti, così suddivisi: 4.925 posti di docenti nell'organico dell'autonomia scolastica; 2.049 posti di personale ATA, amministrativo, tecnico e ausiliario.

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Secondo la relazione tecnica, la misura consentirebbe allo Stato di risparmiare 83,9 milioni di euro nel 2027 e circa 252 milioni annui dal 2028.

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Durissima la reazione delle opposizioni. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle accusano il Governo di penalizzare la scuola pubblica, mentre Alleanza Verdi e Sinistra contesta le priorità della legge di Bilancio.

Anche la Cisl, attraverso la segretaria generale Daniela Fumarola, ha espresso netta contrarietà, chiedendo il ritiro dei tagli e l'apertura di un confronto con il Governo.

Il vicepremier Matteo Salvini ha difeso l'operato del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, senza escludere possibili modifiche durante l'esame parlamentare.

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Pensioni, rivalutazione piena soltanto fino a quattro volte il minimo

Un altro fronte di polemica riguarda le pensioni. Dal 2027, secondo il disegno di legge, l'adeguamento pieno all'inflazione sarà riconosciuto soltanto agli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo INPS.

Per le pensioni superiori scatterà una rivalutazione parziale, con percentuali decrescenti all'aumentare dell'importo. Per gli assegni oltre dieci volte il minimo, la quota di inflazione riconosciuta scenderebbe al 32%.

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La relazione tecnica stima un risparmio lordo per lo Stato di circa 1,48 miliardi di euro all'anno nel primo triennio, con effetti complessivi quantificati in 14,2 miliardi nell'arco di dieci anni.

La misura non comporta un taglio nominale degli assegni già percepiti, ma una minore rivalutazione rispetto all'aumento del costo della vita, con conseguenze sul potere d'acquisto dei pensionati interessati.

Asili nido e sanità, gli altri nodi della manovra

Fa discutere anche la revisione del meccanismo di ripartizione dei fondi per gli asili nido. Il Governo prevede la possibilità di riassegnare le risorse considerate eccedenti in conseguenza del calo delle nascite, mantenendo come riferimento l'obiettivo del 33% di copertura del servizio nei comuni.

Sul fronte sanitario, le Regioni e le opposizioni chiedono chiarimenti sull'effettiva disponibilità delle risorse aggiuntive, mentre le imprese del settore dei dispositivi medici contestano il meccanismo del payback.

Cgil verso lo sciopero del 20 novembre

La Cgil ha espresso un giudizio fortemente negativo sull'impianto della manovra, denunciando l'insufficienza delle misure per contrastare la perdita del potere d'acquisto di salari e pensioni. Il sindacato ha annunciato uno sciopero generale per il 20 novembre, mentre anche la Cisl non esclude iniziative di mobilitazione se i tagli alla scuola saranno confermati.

Il Governo difende la manovra, richiamando gli interventi fiscali a favore del ceto medio, delle famiglie e delle imprese e la necessità di mantenere sotto controllo i conti pubblici.

Il confronto si sposterà ora in Parlamento, dove il disegno di legge potrà essere modificato prima dell'approvazione definitiva.

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