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Torre Annunziata - Associazione "Giuseppe Veropalumbo", inaugurazione della sede in un bene confiscato alla camorra

Torre Annunziata - Associazione "Giuseppe Veropalumbo", inaugurazione della sede in un bene confiscato alla camorra

La moglie Carmela Sermino: «Insieme per ricordare e riaffermare il valore della legalità»

Aggiornato il (2 minuti di lettura)

Un presidio di legalità in un bene confiscato alla camorra a Torre Annunziata. Sabato 16 dicembre, alle ore 10.30, verrà inaugurata la sede dell'associazione "Giuseppe Veropalumbo" intitolata al giovane morto il 31 dicembre 2007 (aveva 30 anni), colpito da un proiettile vagante esploso per "festeggiare" l'arrivo del nuovo anno. Un evento significativo, che cade proprio a dieci anni di distanza da quella tragedia.

L'associazione è stata creata da Carmela Sermino, la moglie di Giuseppe, che da quel tragico evento ha intrapreso la sua battaglia - e quella di tante altre persone e associazioni a lei vicine - per chiedere giustizia per il marito ed il riconoscimento di "familiare di vittima innocente di camorra". Ma anche per diffondere il messaggio della legalità tra la società civile, soprattutto i giovani.

Un impegno, quello di Carmela, che lo scorso anno portò l'Amministrazione comunale - guidata allora dal sindaco Giosuè Starita - a consegnarle le chiavi di un immobile confiscato alla criminalità organizzata in via Vittorio Veneto, 390. Era la casa del boss Aldo Agretti, cugino di Aldo Gionta e figlio di zì Carmelina, sorella del superboss Valentino. Un impegno poi ulteriormente rafforzato dalla nomina a presidente dell'Osservatorio permanente per la Legalità del Comune oplontino.

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Di quel posto Carmela ne farà un luogo di impegno civile, in cui poter organizzare, promuovere e diffondere le iniziative a sostegno della legalità e dei giovani a rischio. Un'altra sala dell'appartamento verrà inoltre intitolata a Gaetano Montanino, guardia giurata uccisa nell'esercizio delle sue funzioni il 4 agosto 2009, durante una sparatoria in piazza Mercato a Napoli. A sostenere Carmela anche la moglie di quest'ultimo, Luciana Di Mauro.

«Saremo insieme per ricordare chi è caduto ingiustamente per mano della violenza mafiosa e ribadire forte la nostra determinazione a osteggiare pacificamente qualsiasi forma di prevaricazione», è il messaggio di Carmela Sermino e della figlia Ludovica.

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