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Nando Morra compie 90 anni, una vita dedicata al sindacato, alla politica e ai diritti dei lavoratori
Il ricordo di Paolo Persico: «Un esempio di impegno civile e democratico, profondamente legato a Torre Annunziata e al Boschese»
Il dirigente del Pd napoletano, Paolo Persico, ci ha inviato una lettera in occasione del 90° compleanno di Nando Morra, figura di grande spessore sindacale e politico, da sempre profondamente legata alla città di Torre Annunziata e al territorio boschese.
Di seguito pubblichiamo le sue riflessioni.
Una vita di impegno sindacale e politico
Domani, a Napoli, diverse generazioni di esponenti del mondo sindacale, della sinistra e delle istituzioni si ritroveranno nel salone della Cgil Pensionati, promotrice dell'evento, per festeggiare i 90 anni di Nando Morra.
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In questi anni Morra ha fatto di tutto, tranne che andare in pensione nella classica accezione del termine.
Dal ruolo di presidente onorario della Lega delle Autonomie Locali ai numerosi interventi sui giornali e sugli organi di informazione sindacale dedicati ai temi del Mezzogiorno e del lavoro, dalla pubblicazione di diversi saggi sul meridionalismo e sulla storia del movimento dei lavoratori alla partecipazione a iniziative politiche e sindacali, ha sempre cercato di offrire un contributo attivo alle battaglie per la democrazia e il progresso.
Il legame con Torre Annunziata e le lotte operaie
Nella sua lunga militanza sindacale e politica ha incrociato spesso la realtà di Torre Annunziata, con le sue contraddizioni e le sue potenzialità.
Vedi prima le notizie che ti interessano Scegli TorreSette come fonte preferita su Google. Bastano due tap: si apre Google, tocchi TorreSette e confermi.Era naturale che ciò accadesse, per la presenza di un forte nucleo di lavoratori e quadri dell'Enel dopo gli anni della nazionalizzazione, per l'insediamento di numerose fabbriche legate alle partecipazioni statali e per la forza e le tradizioni della Camera del Lavoro cittadina.
Ho partecipato, negli anni successivi al terremoto, quando Nando era consigliere e capogruppo del Pci, a diversi incontri a Torre Annunziata, durante i quali il partito cercava di costruire una strategia per rispondere alla crisi industriale e delineare una nuova prospettiva di rilancio.
Quella stagione fu segnata anche da fasi drammatiche, con l'esplosione del terrorismo e della violenza della camorra.
Nel complesso, attraverso un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali, si riuscì a garantire una vita dignitosa a coloro che erano stati espulsi dal mondo produttivo. Tuttavia, risultò inadeguata la capacità di creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo per le generazioni successive.
Nando Morra ha dato un contributo importante, insieme a grandi dirigenti sindacali oggi scomparsi, come Gianfranco Federico, Eduardo Guarino e Silvano Ridi, per mantenere le lotte nell'alveo democratico e costruire una rete di relazioni istituzionali capace di garantire protezione sociale.
Del resto, era questa l'ispirazione che animava anche una generazione di rappresentanti istituzionali della città provenienti dalla tradizione sindacale, come Angelo Abenante e Luigi Matrone.
Un rapporto mai interrotto con il territorio boschese
Anche dopo la conclusione della sua esperienza istituzionale, Morra ha continuato a coltivare il rapporto con Torre Annunziata e il Boschese, offrendo il proprio contributo agli incontri e alle iniziative promosse dal Pds.
Ha inoltre mantenuto un legame affettuoso con alcuni dirigenti storici provenienti dal Pci, come Agostino Popolo, Lello Ricciardi, Michele Perfetto e Gabriella Refuto.
Anche nella veste di presidente onorario della Lega delle Autonomie Locali della Campania ha conservato un rapporto proficuo con Enzo Ascione, durante il suo mandato di presidente.
Nei suoi libri e nelle sue pubblicazioni non mancano riferimenti a Torre Annunziata, al territorio boschese e ai numerosi militanti sindacali e del Pci che hanno contribuito in maniera significativa alla storia della sinistra in queste comunità.
L'impegno per i figli delle vittime degli incidenti sul lavoro
Vorrei sottolineare, inoltre, come Nando Morra non si sia mai tirato indietro nel sollecitare, in diverse occasioni, la rapida approvazione e successivamente la corretta applicazione della legge regionale della Campania che istituisce un fondo di solidarietà a sostegno del percorso scolastico e universitario dei figli delle vittime di incidenti sul lavoro.
Una legge nata dopo il tragico incidente costato la vita all'operaio di Boscoreale Salvatore Renna, che lasciò due figlie all'epoca iscritte alla scuola secondaria di primo grado.
La norma, proposta dal consigliere regionale del Pd Antonio Marciano, fu approvata nel dicembre 2015 e rappresentò uno dei primi provvedimenti della legislatura guidata da Vincenzo De Luca.
Un patrimonio di valori da trasmettere alle nuove generazioni
Esempi di vita e di militanza come quello di Nando Morra rappresentano un patrimonio importante per tutti, anche oltre i confini della sinistra, e ci riconnettono ai valori più profondi della nostra Costituzione.

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