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Rifiuti, appalto unico da 131 milioni per Torre Annunziata e Castellammare: la CGIL chiede trasparenza
CGIL Area Stabiese/Torrese e FP CGIL Igiene Ambientale chiedono chiarezza sull’appalto da oltre 131 milioni per la raccolta rifiuti destinato a Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. Chiedono un confronto pubblico con amministrazioni commissariali, sindacati e comitati sui costi e le procedure.
Un appalto da oltre 131 milioni di euro, destinato a ridisegnare per i prossimi otto anni il servizio di raccolta dei rifiuti e di igiene urbana a Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. Un progetto che coinvolgerà oltre 100mila cittadini e sul quale la CGIL chiede alle amministrazioni commissariali di fare chiarezza, aprendo un confronto pubblico prima che vengano definite le procedure di gara.
A intervenire sono Vittorio Venezia, della CGIL Area Stabiese/Torrese, e Fabio Foresta, della FP CGIL Igiene Ambientale, che sollecitano l'apertura di un tavolo con organizzazioni sindacali, associazioni e comitati dei cittadini.
Al centro delle richieste ci sono i costi effettivi dell'operazione, i risparmi annunciati, la qualità dei servizi e le garanzie occupazionali.
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Un appalto di otto anni con 204 addetti e 96 automezzi
Il progetto del Cantiere Unico SAD 2, elaborato nell'ambito dell'ATO Napoli 3, prevede un affidamento della durata di otto anni, per un valore complessivo di circa 131,1 milioni di euro, IVA esclusa. La dotazione progettuale comprende 204 addetti e 96 automezzi, destinati a garantire i servizi di igiene ambientale nei due Comuni. Numeri che, secondo il sindacato, rendono indispensabile una valutazione approfondita del modello organizzativo e delle sue ricadute sui territori.
La CGIL chiede in particolare di conoscere come saranno distribuite le risorse tra le due città, quali miglioramenti verranno introdotti nella raccolta dei rifiuti, nello spazzamento delle strade, nella pulizia delle spiagge e nel decoro urbano e attraverso quali strumenti sarà possibile verificare il rispetto degli standard previsti.
La CGIL: «I cittadini devono conoscere costi e benefici»
Uno dei punti centrali della posizione sindacale riguarda la trasparenza delle scelte amministrative. Entrambi i Comuni sono attualmente affidati a Commissioni straordinarie e, proprio per questo, la CGIL ritiene ancora più importante garantire ai cittadini informazioni complete e accessibili. «La gestione commissariale non riduce il diritto dei cittadini a essere informati. Al contrario, rende ancora più importante garantire accessibilità agli atti, chiarezza sulle scelte compiute e conoscenza delle decisioni che riguardano il futuro delle comunità», sottolineano Venezia e Foresta.
Vedi prima le notizie che ti interessano Scegli TorreSette come fonte preferita su Google. Bastano due tap: si apre Google, tocchi TorreSette e confermi.Il sindacato pone inoltre una serie di interrogativi sui costi che graveranno sui due enti locali e sui criteri utilizzati per quantificare le economie previste dalla gestione unitaria. Gli eventuali risparmi, sostiene la CGIL, dovranno essere dimostrabili e non potranno tradursi in una riduzione della qualità delle prestazioni o in un peggioramento delle condizioni di lavoro.
Occupazione e qualità del servizio: le garanzie richieste
Un altro aspetto riguarda il personale impiegato nel futuro servizio di igiene urbana. La CGIL chiede che siano chiarite preventivamente le modalità organizzative, la distribuzione degli addetti e la disponibilità dei mezzi necessari per garantire tutte le prestazioni previste dall'appalto. «La tutela dell'occupazione e delle condizioni di lavoro deve procedere insieme alla qualità del servizio reso alla cittadinanza», evidenziano i rappresentanti sindacali.
Secondo la CGIL, la gestione unitaria dovrà dimostrare di saper rispondere alle esigenze specifiche di entrambi i territori, evitando squilibri nella distribuzione delle risorse e assicurando standard di qualità concretamente verificabili.
La richiesta: un tavolo di confronto prima della gara
La proposta avanzata dal sindacato è quella di aprire quanto prima un confronto pubblico, coinvolgendo associazioni, comitati civici e rappresentanze dei lavoratori. Il confronto sindacale, in particolare, dovrebbe svolgersi prima della pubblicazione degli atti di gara, quando le scelte organizzative possono ancora essere esaminate e, se necessario, modificate.
Per la CGIL, infatti, non è sufficiente rendere pubblici i documenti amministrativi una volta assunte le decisioni. Occorre accompagnare il percorso con informazioni comprensibili e reali occasioni di partecipazione. «I cittadini devono sapere come vengono utilizzate le risorse pubbliche e quale servizio riceveranno in cambio. I lavoratori devono conoscere le condizioni organizzative che li riguarderanno. Le istituzioni devono assicurare che le decisioni siano motivate, documentate e comprensibili», concludono Vittorio Venezia e Fabio Foresta.
La posizione del sindacato apre dunque una questione che riguarda non soltanto l'organizzazione della raccolta dei rifiuti, ma anche la trasparenza delle decisioni pubbliche e il coinvolgimento delle comunità locali in un progetto destinato a incidere per molti anni sulla vita delle due città.
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