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Torre Annunziata, scontro a distanza tra Fragliasso e Cuccurullo. Foro XXI propone un confronto pubblico

Redazione Torre Annunziata · 4 min di lettura
Torre Annunziata, scontro a distanza tra Fragliasso e Cuccurullo. Foro XXI propone un confronto pubblico

 Il procuratore torna sulle dimissioni dell'ex sindaco e rivela il sostegno di alcuni componenti della famiglia Gionta. La replica: «Manca il contraddittorio»

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Si riaccende il confronto a distanza tra il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, e l'ex sindaco Corrado Cuccurullo, dopo le dichiarazioni pronunciate dal magistrato venerdì 6 novembre, nel corso del convegno sui beni confiscati organizzato dal Consorzio Agrorinasce.

Un nuovo capitolo di una vicenda che risale allo scorso 5 maggio, quando, in occasione dell'avvio della demolizione di Palazzo Fienga, il procuratore denunciò pubblicamente la presenza di forme di contiguità con la criminalità organizzata all'interno dell'amministrazione comunale. Parole alle quali Cuccurullo reagì presentando le proprie dimissioni.

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A distanza di sei mesi, e dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, Fragliasso è tornato sull'argomento, suscitando un'immediata replica dell'ex primo cittadino.

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Fragliasso: «Anche componenti della famiglia Gionta volevano che Cuccurullo restasse sindaco»

È stato questo il passaggio più significativo dell'intervento del procuratore, pronunciato davanti a una platea composta in larga parte da studenti.

«Dopo le dimissioni c'è stata anche qualche manifestazione di componenti della famiglia Gionta a favore di Cuccurullo», ha affermato Fragliasso, riportando anche le parole che sarebbero state pronunciate in quella circostanza: «Ma il sindaco non si deve dimettere, a noi sta bene questo sindaco».

Una dichiarazione particolarmente forte, con la quale il magistrato ha richiamato l'attenzione sui possibili condizionamenti della criminalità organizzata nella vita amministrativa cittadina.

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Fragliasso ha poi ricordato il proprio intervento del 5 maggio, respingendo l'interpretazione secondo cui avrebbe chiesto esplicitamente le dimissioni dell'amministrazione. «Non ho mai detto "andate a casa"», ha precisato, ricordando che il suo discorso fu registrato.

Il procuratore ha quindi espresso il proprio disappunto per la reazione dell'allora sindaco: «Dopo le mie parole mi sarei aspettato venisse da me a dire: "Procuratore, c'è qualcosa che dobbiamo fare e non abbiamo fatto?". E invece no, il sindaco preferì dare le dimissioni».

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Il richiamo alla responsabilità della città e al futuro della democrazia

L'intervento di Fragliasso non si è limitato alla vicenda dell'ex amministrazione comunale, ma ha affrontato anche il tema della responsabilità collettiva nella lotta alla camorra. «Lo scioglimento di un consiglio comunale e l'insediamento di una commissione straordinaria è uno strappo alla democrazia», ha osservato il procuratore, sottolineando tuttavia la necessità dell'intervento dello Stato quando le istituzioni locali non riescono a sviluppare autonomamente gli strumenti per contrastare le infiltrazioni criminali.

Un ragionamento che guarda anche al futuro di Torre Annunziata, quando terminerà la gestione commissariale e la città sarà nuovamente chiamata alle urne.

La replica di Cuccurullo: «Manca sistematicamente il contraddittorio»

Non si è fatta attendere la risposta dell'ex sindaco, affidata a un post pubblicato sulla propria pagina Facebook. «Il Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, dott. Nunzio Fragliasso, continua a partecipare a dibattiti pubblici in città e, a prescindere dai temi degli incontri, torna ostinatamente a parlare di me e dello scorso 5 maggio», ha scritto Cuccurullo.

L'ex primo cittadino ha quindi ribadito le ragioni che lo portarono a lasciare l'incarico. «Da parte mia, proprio quel giorno, ascoltando le esatte parole di un Procuratore della Repubblica, in quel luogo e in quella circostanza, ho ritenuto doveroso dimettermi e mantenere le dimissioni». Cuccurullo ha inoltre ricordato di avere scelto di percorrere esclusivamente le strade consentite dalla legge, mantenendo il silenzio per rispetto delle istituzioni.

Il passaggio più significativo della replica riguarda però le modalità del confronto pubblico. «Questa vicenda non è una questione personale», ha precisato, aggiungendo: «Resta però una considerazione: manca sistematicamente il contraddittorio e permane un'evidente asimmetria informativa tra chi espone le proprie valutazioni e chi non ha, in quelle sedi, la possibilità di replicare».

Foro XXI propone un incontro pubblico tra il procuratore e l'ex sindaco

Sulla vicenda è intervenuta anche l'associazione Foro XXI, che, attraverso un comunicato diffuso sabato 7 novembre, ha proposto di trasformare il confronto a distanza in un incontro pubblico tra Fragliasso e Cuccurullo, aperto alla cittadinanza.

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L'associazione si è dichiarata disponibile a promuovere e organizzare l'iniziativa, con l'obiettivo di riportare la discussione sul terreno delle questioni giuridiche e istituzionali, evitando che si esaurisca in una contrapposizione personale.

La proposta si collega ai temi già affrontati lo scorso 26 ottobre nel convegno “Sciogliere non basta”, promosso dalla stessa associazione: dalla possibile riforma dell'articolo 143 del Testo unico degli enti locali, che disciplina lo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose, alla necessità di garantire continuità all'intervento dello Stato anche dopo la conclusione delle gestioni commissariali.

«Perché sciogliere non basta. Occorre costruire ciò che viene dopo», conclude Foro XXI, auspicando che entrambi i protagonisti possano accogliere l'invito.

Una proposta che punta ad aprire un confronto più ampio sul futuro istituzionale di Torre Annunziata e sulle condizioni necessarie per restituire alla città una gestione democratica libera da condizionamenti criminali.

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