Si è svolto nel pomeriggio di giovedì 30 marzo, a Sant’Antonio Abate, il convegno “La corruzione nella Pubblica Ammnistrazione. Un male endemico tra costi e disastri”, organizzato dalla Pro Loco Antonio il Grande. A fare il punto su quello che rimane uno dei temi più discussi e attuali dei nostri giorni, due Sottosegretari di Stato: alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri; e alla Difesa, Gioacchino Alfano. Presenti inoltre il Procuratore Generale di Napoli, Luigi Riello, e il Gip del Tribunale di Torre Annunziata, Giovanni de Angelis.
Nella cornice di una ex fabbrica di pomodori che il parroco della città, don Salvatore Branca, ha saputo e voluto recuperare, e trasformare in quello che rappresenta l’unico punto di aggregazione per i giovani abatesi, punto cruciale della discussione è stato il male che la distorta prassi corruttiva all’interno della Pubblica Amministrazione porta all’intero sistema, minando le basi politiche, economiche e sociali indispensabili per uno sviluppo durevole.
Estremamente soddisfatto Nicola Mercurio, presidente della Commissione consiliare Controllo e Garanzia del Comune di Sant'Antonio Abate, primo fautore dell’intera operazione che ha innanzitutto voluto l’incontro in quella che si può definire la location abatese per eccellenza: una ex industria conserviera di pomodori, a richiamare l’attività che un tempo ha fatto la ricchezza di questo territorio, oggi riprogettata in centro educativo polivalente e polo di attività di rilancio sociale e culturale. E ancor più soddisfatto per quanti hanno preso parte al convegno, dopo i ringraziamenti ai convenuti, con il suo intervento ha colto l’occasione «per auspicare che le tante persone che hanno a cuore questi valori si innamorino dell'idea di testimoniarli fattivamente non solo negli attuali singoli ambienti di studio, di lavoro e familiari ma anche e direi soprattutto impegnandosi attivamente nella vita politica che ha appunto nella sua ragione profonda il perseguimento del bene comune».
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Infine l’invito al Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri di «percorrere la strada della più alta delle ‘carità’. Puoi continuare, e rinforzare, senza sottrarti a nuove e più ampie responsabilità. Il tuo impegno politico a servizio di tutte le persone, quelle buone e quelle meno buone, per renderle, e per renderci tutti migliori».
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