A cura di Mario Cardone

Un clamoroso progetto di protesi a comando elettronico. Una mano bionica (protesi a guida elettronica) utile nei casi di carenze funzionali generate da problemi neurologici, è stata progettata e costruita da due allievi dell’Istituto professionale Bartolo Longo di Pompei.

Nunzio Donnarumma e Francesco Rosa hanno presentato il loro prototipo ai recenti Esami di Stato. Il risultato scolastico è stato lusinghiero. E’ arrivato anche il plauso della commissione esaminatrice e le congratulazioni dell’Arcivescovo Prelato di Pompei, Tommaso Caputo, che dopo questo brillante risultato farà probabilmente ogni sforzo possibile per mantenere in vita un’Istituzione esemplare della storia della città mariana.

Fasi critiche possono, a volte, promuovere il rinnovamento di un’iniziativa economica o culturale. E’ il caso dell’Istituto Bartolo Longo, che la Chiesa di Pompei aveva in animo di chiudere perché era calato il numero delle iscrizioni.

Recentemente all’Istituto con indirizzo alla manutenzione e assistenza tecnica sono partite nuove iniziative didattiche sotto il coordinamento di Antonio Alvino (di nuova nomina). I recenti Esami di Stato si sono dimostrati un eccellente banco di prova del percorso attivato da studenti e docenti della scuola radicata nel Centro di Accoglienza Oratoriale Semiresidenziale «Bartolo Longo», diretto da Filippo Rizzo (dell’Ordine dei Fratelli delle scuole Cristiane che sotto l’indirizzo del Beato Bartolo Longo hanno scritto pagine gloriose nella formazione dei giovani disagiati).

Da  qualche anno l’inserimento di nuovo personale docente ha favorito la sperimentazione di tecniche didattiche innovative caratterizzate da percorsi di recupero e potenziamento in orari extra-scolastici, progetti di alternanza scuola/lavoro e aggiornamento continuo degli insegnanti, con relativa valutazione che prevede un coinvolgimento diretto dei ragazzi, soprattutto se provenienti da ambienti difficili, e delle rispettive famiglie.

La mano bionica creata dai due studenti effettua tutti i movimenti di una mano umana. E’ formata di un guanto dotato di appositi sensori di posizione collegati alle terminazioni del sistema nervoso, che mediante impulsi elettrici può avere tutte le funzioni tipiche della parte terminale dell’arto superiore.

Un guanto di questo tipo potrebbe rappresentare una vera e propria novità nell’ambito delle apparecchiature biomediche per la riabilitazione fisica. Un prototipo di guanto bionico in grado di favorire la riabilitazione e di riprodurre tutti i movimenti della mano è stato appunto il progetto dei due studenti esposto in inglese.

Si tratta di una mano bionica più leggera, meno costosa e che funziona senza la necessità di interventi chirurgici.

Una protesi che rappresenta una vera e propria novità che attende solo di essere praticamente sperimentata. Il lavoro di ricerca e sperimentazione dei due allievi di Pompei non è stato però l’unica novità dell’esame di Stato. C’è stata, ad esempio, l’esibizione dello studente Giuseppe Santarpia, semiconvittore del Centro Bartolo Longo e componente della famosa Banda musicale dell’istituto, che ha ricevuto il plauso della commissione d’esame per la sua performance con tromba piccola al motivo musicale del silenzio di Nini Rosso.

twitter: @MarioCardone2  

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