A cura di Mario Cardone

Portava con sé (insieme ad un gruzzolo) anche le chiavi di casa, la vittima senza nome scavata nel materiale eruttivo della Regio V degli SCavi di Pompei. E' stata trovata con il busto spezzato in due a causa di un grosso blocco di pietra che gli è stato scaraventato addosso dalla furia eruttiva del Vesuvio. La Lego si è precipitata ad immortalare la scena del rinvenimento (con il direttore del Parco Archeologico, Massimo Osanna, a cospetto dello scheletro) con i suoi famosi mattoncini da costruzione.

State a vedere che gli artigiani di San Gregorio Armeno ne faranno anche una scena del Presepe Napoletano. Osanna l’aveva annunciato dall’apertura del cantiere di scavo in cui è stata fatta di necessità virtù. Difatti la messa in sicurezza di un quartiere dell’antica Pompei è diventata occasione per reperire reperti che saranno fonte di studi approfonditi e nuove scoperte.

Già si sapeva che si andava a scavare in un’area indagata precedentemente dai Borbone, che se avessero trovato dipinti importanti ed oggetti unici li avrebbero asportati per la loro Reggia ma la strumentazione in dotazione oggigiorno ai ricercatori di Pompei è molto più avanzata di quella di due secoli fa, ed inoltre è probabile che le più sofisticate tecniche di scavo portino a scoperte inedite.

A parte queste considerazioni, bisogna mettere in luce l’uso sapiente che Osanna sta facendo della comunicazione (soprattutto dei social): da un lato utilizzando la velocità propria del mezzo di comunicazione, dall’altra dosando le informazioni con sapienza. Con il risultato di tener viva l’attenzione solleticando la curiosità. Così sta succedendo che su skeleton - come è stato ribattezzato lo scheletro del fuggiasco - ne sappiamo ogni giorno una nuova. Prima il soprintendente c’informa sulla sua precarietà di salute con presumibili problemi di deambulazione che si deducono dalla infezione ossea alla tibia. Nonostante zoppicasse era riuscito ad arrampicarsi, durante la fuga disperata, sulla collinetta di lapillo che arrivava al secondo piano dell’edificio che attraversava. Successivamente, arriva la notizia che l'uomo aveva con sé delle monete. Solo dopo poi se ne conosce il dettaglio e i ricercatori arrivano al punto da "fargli i conti in tasca", aggiornando il pubblico del web sulle eventuali possibilità di autonomia economica nel caso fosse riuscito a scampare all’eruzione.

E’ stato calcolato che aveva con sé una somma che lo avrebbe fatto sopravvivere con la famiglia (ammesso che ne avesse una) quindici giorni. L’ultima notizia è data dalla certezza che aveva anche la chiave di casa. Che altro sapremo ancora sul suo conto? Al momento si sta indagando sulla natura del tessuto del sacchetto che conteneva le monete che stringeva al petto. Notizia che ad una persona qualunque potrebbe tornare di scarso interesse. Siamo invece convinti che il nostro “Indiana Jones” formato vesuviano saprà mettere insieme sempre nuovi dettagli tali da far diventare skeleton una persona di famiglia.