A cura di Mario Cardone

"Interrino i treni non le persone”. E' lo slogan dell’iniziativa che prevede la raccolta di firme, domenica mattina, oltre ad una manifestazione di protesta (lunedì pomeriggio durante il consiglio comunale) sotto Palazzo de Fusco.

Almeno cinquecento pompeiani erano presenti nella pubblica assemblea presso l’Hotel Pompei Resort. Molti di loro hanno protestato con validi argomenti contro l’Amministrazione della Regione Campania del governatore Vincenzo De Luca per aver messo nelle mani della società ferroviaria Ente Autonomo Volturno (che persegue oggettivamente interessi privati) il futuro urbanistico di Pompei.

Altra protesta è stata rivolta all’Amministrazione comunale del sindaco Pietro Amitrano perché non ha aperto alla partecipazione di tutti i pompeiani il dibattito necessario a sondare gli umori e sentire i suggerimenti propositivi dei contribuenti-utenti sulle problematiche (come i sottopassi alla linee ferroviaria) che riguardano la salute e il futuro delle loro famiglie.

Riguardo alle gravi carenze di comunicazione dell'Amministrazione locale, è argomento datato quello che attiene al mistero sul fondo complementare dei dipendenti comunali.

La vicenda del progetto urbanistico collegato all’eliminazione dei quattro passaggi a livello sul territorio di Pompei, collegata al "giallo" dei manifesti del Comune, prima affissi e qualche minuto dopo strappati dai muri della città, che invitavano la popolazione locale ad un convegno informativo, mai successivamente indetto per motivi oscuri, ha raggiunto il guinness dei primati. Il dato più importante riguarda, però, la politica (e ci riferiamo a tutti i colori) che tradisce l’ordine delle priorità strategiche necessarie negli interventi per lanciare il distretto della grande bellezza sul piano turistico, brillantemente esaltate nel piano di valorizzazione Unesco. A farla breve, ogni progetto di valorizzazione che fa leva sul rilevante flusso turistico diretto verso il Parco Archeologico di Pompei (al centro del recente convegno a Torre del Greco con la partecipazione del ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli, il presidente della commissione parlamentare Cultura, Luigi Gallo, e il generale dei carabinieri Mauro Cipolletta, direttore generale del GPP), deve prima risolvere il problema che incontra il turista diretto alla visita degli Scavi di Pompei, fermo in automobile o in bus almeno due ore perché imbottigliato nel traffico. Difatti la logica (e non la politica) rende necessario risolvere in via preliminare (rispetto ad ogni alta questione) le difficoltà legate alla viabilità intorno alle mura dell’antica città di Pompei (vale a dire dalla costa alle aree interne) che risente della presenza dei passaggi a livello e dell’insufficienza di parcheggi funzionali che il progetto Eav (tradendo le aspettative generali) non risolve definitivamente con l’interramento del tratto di linea ferrata che corre sul territorio circostante, come è, per esempio, stato fatto a Boscoreale ma non a Pompei (perché evidentemente non tutelata dagli stessi Dei), dove i fondi stanziati sono dirottati altrove dalle giunte regionali che sono succedute a quella Bassolino che li aveva programmati.

Riguardo alla manifestazione popolare, bisogna dire che essa è stata indetta dai partiti di centrodestra che sono in opposizione rispetto alla maggioranza politica che governa Pompei. L’iniziativa non ha avuto intenti di promozione politica nonostante la campagna elettorale in corso ma ha aperto al contributo di tutti anche se è stato notato che dopo i primi interventi da parte dell’architetto Irlando (moderatore), dell’ingegnere Carlo de Felice (comitato "no sottopassi") e del consigliere comunale, ingegnere Alberto Robetti (della minoranza politica in Comune) che hanno illustrato il progetto Eav nel suo complesso e i riflessi urbanistici, gli interventi successivi sono stati più parziali ed in alcuni casi alquanto rumorosi.