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Pompei, esposto del candidato sindaco Claudio D'Alessio contro il Comune
La denuncia: “Atti oltre l'ordinaria amministrazione durante la campagna elettorale”
Claudio D'Alessio, candidato Sindaco per le prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, comunica di aver depositato stamane, 11 maggio, un formale esposto-denuncia indirizzato al Prefetto di Napoli, al Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata e alla Procura regionale della Corte dei Conti.
“L’iniziativa - spiega D’Alessio - nasce dalla necessità di segnalare una serie di atti adottati dagli organi e dagli uffici del Comune di Pompei che esorbitano dai poteri di ordinaria amministrazione e violano i limiti imposti dalla normativa vigente durante il periodo elettorale”.
Dalla data del 9 marzo 2026, infatti, a seguito del decreto prefettizio di indizione dei comizi elettorali, l’attività del Comune deve limitarsi esclusivamente agli atti urgenti e improrogabili. Al contrario - come segnalato - l’attuale amministrazione, guidata dal vicesindaco Andreina Esposito a seguito della scomparsa del sindaco Carmine Lo Sapio, ha posto in essere delibere e determine che rischiano di vincolare pesantemente la futura amministrazione e di alterare il clima pre-elettorale.
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Nell’ esposto vengono evidenziati diversi provvedimenti ritenuti illegittimi o inopportuni, tra cui la revisione della Pianta Organica delle Farmacie. Un atto che appare elusivo di un giudicato del Consiglio di Stato e che avrebbe potuto essere tranquillamente gestito dai nuovi organi eletti; la gestione Sosta e ZTL con l’avvio di procedure di gara per servizi di durata ignota, delegando scelte strategiche alla fase di progettazione; l’igiene Urbana con l’indizione di una gara per il servizio rifiuti proprio a ridosso del voto; le spese per Eventi con l’impegno di spesa di circa 110mila euro per la manifestazione "Pompei Padel Legends" della durata di soli tre giorni, sulla base di una proposta valutata con sospetta celerità. Infine, l’assunzione a tempo determinato di 10 istruttori di vigilanza per 5 mesi, motivata da criticità turistiche non meglio precisate; gli affidamenti "singolari”: un servizio sperimentale annuale per l'allontanamento dei piccioni presso il Cimitero comunale.
"È inaccettabile che un'amministrazione in scadenza, che dovrebbe limitarsi all'ordinaria gestione, approvi atti con profili erariali così rilevanti e vincoli contrattuali a lungo termine - sottolinea Claudio D’Alessio - . Si tratta di un'attività frenetica che non appare giustificata da motivi di urgenza, e che mi auguro non sia spinta da motivazioni clientelari a pochi giorni dalle elezioni. Abbiamo chiesto alle Autorità competenti di effettuare i necessari accertamenti per ripristinare la legalità e proteggere l'integrità del voto dei cittadini pompeiani".
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