Da anni l’intera macro area antistante palazzo La Salle di Torre del Greco, punta di diamante del patrimonio comunale, versa in condizioni di inaccettabile degrado, abbandono e pericolo. Dal centro sportivo al parcheggio Palatucci, incluso il parco D’Acquisto e viale Parlati, le criticità risultano diffuse e persistenti.
Lo stato dei luoghi è sotto gli occhi di tutti, segnalato anche dalle mamme in attesa dei figli all’uscita della sede scolastica distaccata Giampietro-Romano. “Ben vengano le manifestazioni di piazza, i famosi cantanti e quant’altro - sostiene convinta una donna - ma se i beni pubblici sono in questo stato di incuria, come quelli che ci circondano, diciamo che per gli amministratori, per i politici le priorità dovrebbero essere tutt’altre: la manutenzione ordinaria e straordinaria per la sicurezza e il benessere concreto della comunità”.
Un’altra giovane mamma ci dice: “Sono anni che le amministrazioni comunali non curano, né valorizzano questi spazi, fondamentali per i nostri bambini. Davanti a questo disinteresse vorremmo che le energie economiche e lavorative dell’attuale amministrazione fossero destinate anche alla tutela dell’ambiente e del nostro patrimonio strutturale. Queste bellezze restano per noi, per le prossime generazioni, mentre feste e divertimento durano una sola notte”.
Ma andiamo per ordine: il Centro comunale sportivo (ex campi di tennis) è ormai divenuto terra di nessuno, con diffusi cumuli di rifiuti di ogni genere. All’interno non mancano potenziali pericoli, tra cui tombini scoperti, una fatiscente struttura e, aspetto ancor più preoccupante, l’altissima e precaria recinzione. Un vecchio reticolato che, considerata la mancanza di appositi spazi sportivi in città, viene spesso scavalcato da minorenni, incuranti del pericolo, solo per tirare quattro calci a un pallone.
Su questa area - appartenente al patrimonio indisponibile dell’Ente - ci dovrebbe essere anche un contenzioso con privati, per mancati pagamenti, da parte di questi ultimi, di rilevanti canoni di fitto. Al riguardo, nel mese di settembre 2025 sono state formalmente richieste notizie al dirigente competente del Comune, ma a tutt’oggi senza alcun riscontro, se non un laconico “si sta presidiando la questione attraverso gli atti dovuti”, risalente a ottobre 2025.
E veniamo al parco Palatucci: la vasta area dedicata al giovane questore-eroe di Fiume è ridotta a un polverone che, con l’approssimarsi dell’estate, sarà ancora più intenso. La pavimentazione in terra battuta, avendo perso del tutto le griglie salvaprato, è in evidente stato di dissesto e degrado, finanche nei pressi della casa dell’acqua imbrattata da graffiti e atti vandalici. Il bel monumento all’ingresso del parco, con al centro il volto del “giusto tra le nazioni”, rimane giorno e notte circondato da auto in perenne sosta selvaggia e da rifiuti. Mai un controllo, né alcuna attività ordinaria di pulizia. Sono perfino scomparse le fioriere poste davanti alla stele.
E che dire dell’isola ecologica informatizzata, probabilmente progettata per un determinato volume, non riesce a contenere la quantità di rifiuti prodotta dal popoloso quartiere Sant’Antonio e dalle zone limitrofe. Di conseguenza, si verifica l’accumulo di sacchetti all’esterno dell’isola. Tale situazione comporta ostacoli per le corrette operazioni di prelievo dei rifiuti.
Lungo il viale, intitolato allo straordinario artista Carlo Parlati che conduce alla sede comunale, spiccano aiuole in stato di abbandono, con presenza di erbacce e resti di basamenti di alberi tagliati e mai rimossi.
Entriamo nel parco D’Acquisto, dedicato all’eroico vicebrigadiere. Il laghetto, una volta gioia dei bambini e dei volatili stanziali, adesso è divenuto una cloaca a cielo aperto. Perfino le anatre sono distanti dal nero specchio della poca acqua che rimane nella pozza artificiale. Attualmente, restano ancora chiusi i servizi igienici e fontanine senza rubinetti, mentre da tempo lo spazio fitness attrezzato è fuori uso, con alberi offesi da vernice rossa.
“Questi spazi chiedono disperatamente di tornare a vivere nel migliore dei modi, prima che l’abbandono li cancelli per sempre dalla memoria urbana”, ci riferisce una mamma che tenendo i figli per mano, mestamente si allontana dai parchi”.


