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Ricettazione e riciclaggio di auto usate, 4 misure cautelari

Ricettazione e riciclaggio di auto usate, 4 misure cautelari

Due degli indagati sono finiti in carcere, per altri due c'è il divieto di dimora in Campaniia

Aggiornato il (2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Due persone sono finite in carcere e altre sue sono state sottoposte a divieto di dimora nella regione Campania per ricettazione e riciclaggio di auto ruibate.

Il 13 maggio, in Castellammare di Stabia e Gragnano, i Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal GIP di Torre Annunziata su richiesta della Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore capo Alessandro Pennasilico,  nei confronti di 4 indagati ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata a ricettazione e riciclaggio di auto rubate e truffa ai danni di ignari acquirenti delle autovetture reimmesse sul mercato.

L’indagine, diretta dalla Procura e condotta dalla Stazione Carabinieri di Pompei, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di tutti gli indagati (già gravati da precedenti penali e di polizia) in ordine al riciclaggio di alcune autovetture e parte di altre rinvenute e sequestrate a Pompei nel febbraio 2018 quando si era proceduto al fermo di indiziato di delitto di uno degli odierni arrestati sorpreso alla guida di un furgone con all’interno le parti già sezionate di una autovettura rubata la notte precedente in Somma Vesuviana.

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La condotta illecita prevedeva ruoli predefiniti da parte degli associati. Due erano gli organizzatori e promotori del sodalizio con il compito di reperire le autovetture di illecita provenienza, acquistare modelli corrispondenti incidentati ed eseguire, unitamente con gli altri complici, le operazioni tecniche di ricondizionamento e alterazione dei segni distintivi provvedendo alla ripunzonatura dei telai, all’assemblaggio di più parti di diverse autovetture, alla riprogrammazione delle centrali elettroniche.

I veicoli riciclati venivano quindi rivenduti a ignari acquirenti attraverso annunci su siti on-line specializzati. Uno degli arrestati, fittizio titolare di una ditta individuale per la rivendita di auto, provvedeva alle operazioni finanziarie conseguenti alle vendite e alla distribuzione dei profitti ai sodali.

Il meccanismo illecito è stato disvelato attraverso l’analisi dei traffici telefonici nonché attraverso intercettazioni di conversazioni ed accertamenti tecnico-scientifici sui veicoli oggetto di sequestro, poi restituiti agli aventi diritto.

Due indagati sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere e due al divieto di dimora nella regione Campania.
 

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