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Torre Annunziata - Processo di Rampa Nunziante, l'operaio Gallo: "Nei muri c'erano delle grosse lesioni"

Torre Annunziata -  Processo di Rampa Nunziante, l'operaio Gallo: "Nei muri c'erano delle grosse lesioni"

Sentito un solo teste: uno degli operai che eseguiva i lavori al primo piano del palazzo crollato

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Stamattina, mercoledì 29 aprile, è ripreso il processo per il crollo del palazzo di Rampa Nunziante. L’udienza è iniziata alle ore 11.35.

Presente per la prima volta in aula l’avvocato e criminologa Maria Olimpia Venditto, parte offesa nel processo, assistita dall’avv. Michele Riggi. Presenti anche gli avvocati dei diversi imputati, tra cui il prof. Della Monica, e gli avvocati Balzano, Ausiello, Striano ed altri. In aula anche i familiari della famiglia Guida e uno dei fratelli dell’arch. Giacomo Cuccurullo, deceduto nel crollo.

L’unico teste sentito è stato Francesco Gallo, operaio della ditta Perna Pasquale, che, al momento del crollo del palazzo di Rampa Nunziante, stava eseguendo i lavori nell’appartamento del primo piano, di proprietà di Marco Chiocchetti.

Il teste ha dichiarato di essere stato contattato da suo cugino Chiocchetti nel dicembre 2016 per l’esecuzione dei lavori nell’appartamento al primo piano, e che gli stessi ebbero inizio nel mese di febbraio 2017 dalla ditta di Perna Pasquale, con la quale egli lavorava da circa un anno, sotto la direzione dell’arch. Bonzani. Questi – secondo quanto ha dichiarato l'operaio - si recava tutti i giorni sul cantiere, anche tre volte al giorno, e dava agli operai tutte le indicazioni circa l’esecuzione dei lavori.

Successivamente nel palazzo cominciarono anche i lavori al secondo piano, nell’appartamento di propietà di Gerardo Velotto. "Con l’inizio di questi ulteriori lavori - ha affermato Gallo -  i condomini cominciarono a ribellarsi a causa della polvere e dei rumori a tutte le ore provenienti dall’appartamento, anche per l’uso di un martello pneumatico, di cui anche io sentivo il rumore".

Il teste ha dichiarato, poi, di essersi recato al secondo piano poco prima del crollo, per chiedere agli operai di evitare, al momento dello scarico del materiale di risulta, di far cadere nel balcone del primo piano i detriti, e di aver notato, in quell’occasione, che tutti i tramezzi dell’appartamento erano stati abbattuti, e che i muri presentavano delle evidenti e consistenti lesioni.

Il teste ha affermato, inoltre, di non essere a conoscenza di chi dirigesse i lavori al secondo piano, di non aver mai visto l’arch. Bonzani recarsi in quell'appartamento.

L’udienza è terminata alle ore 12 e, su disposizione del giudice Francesco Todisco,  il controesame di Francesco Gallo proseguirà il giorno 19 giugno alle ore 12,00.

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