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Conti "svuotati" per non pagare debiti con l'Erario, maxi sequestro nel Salernitano

Conti "svuotati" per non pagare debiti con l'Erario, maxi sequestro nel Salernitano

Tre le persone indagate, un imprenditore e due suoi familiari

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

La Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, nei confronti di tre soggetti, ritenuti responsabili dei reati di riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. L’intervento dei finanzieri della Compagnia di Vallo della Lucania è scaturito, in particolare, dagli esiti di indagini pregresse, avviate nell’anno 2021, sulla base di alcune segnalazioni di operazioni sospette inerenti al rilevamento di movimentazioni anomale di capitali da parte di uno degli indagati, un imprenditore cilentano, a carico del quale gravava un debito con il Fisco di oltre un milione di euro.

Nel corso degli approfondimenti, i militari hanno successivamente scoperto una serie di operazioni bancarie e di altre condotte fraudolente realizzate dall’uomo che, con l’aiuto di due familiari, avrebbe effettuato numerosi trasferimenti di denaro (mediante assegni, bonifici, ricariche di carte prepagate, depositi di contanti provenienti dallo smobilizzo di titoli), finalizzati a “svuotare” i propri conti correnti, in modo da scongiurare o comunque ostacolare eventuali azioni di recupero crediti da parte dell’Erario.

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Dall’analisi dei rapporti finanziari riconducibili all’imprenditore, le Fiamme Gialle hanno peraltro appurato che era prassi consolidata l’emissione da parte della coniuge, al medesimo scopo, di assegni circolari per decine o addirittura centinaia di migliaia di euro, risultati poi non essere stati mai incassati dai beneficiari. Ciò, con l’istantaneo effetto di “azzerare” apparentemente le disponibilità del correntista, che di fatto venivano invece “congelate” e preservate, appunto, da potenziali provvedimenti di riscossione coattiva.

Per garantire il recupero delle somme indebitamente percepite, il G.I.P. del Tribunale alla sede, su richiesta della Procura di Vallo della Lucania, ha quindi disposto nei confronti degli indagati il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca diretta e/o per equivalente, di beni mobili, immobili e risorse finanziarie, per un ammontare complessivo di oltre tre milioni di euro.

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