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Mazzette per cappelle al cimitero, 6 arresti nel Casertano. Indagato vice presidente Provincia

Mazzette per cappelle al cimitero, 6 arresti nel Casertano. Indagato vice presidente Provincia

Maxi inchiesta della DDA di Napoli, contestata l'aggravante del metodo mafioso

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Estorsione e corruzione, aggravate dal metodo mafioso. Sei arresti nel Casertano, coinvolto anche vice presidente della Provincia di Caserta.

I finanzieri della Compagnia di Marcianise hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere - emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea - nei confronti di sei soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, in concorso tra loro, dei reati di estorsione e corruzione aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso.

Stando alle indagini, coordinate dalla DDA, gli indagati avrebbero ottenuto - illecitamente - l’assegnazione di cappelle e loculi cimiteriali dal comune di S. Maria a Vico (CE). Il provvedimento ha riguardato un 51enne di S. Maria a Vico, un 49enne di S. Felice a Cancello, elementi contigui al clan camorristico “Massaro”, ma anche l'attuale vice presidente della Provincia di Caserta, un 58enne ed un 44enne di S. Maria a Vico, e un 55enne originario di S. Maria a Vico e residente fuori regione.

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Le attività investigative hanno accertato che, tramite la forza intimidatrice del clan, uno degli indagati aveva ottenuto l’assegnazione di una cappella gentilizia del valore di 44.000 euro estorta al titolare della società aggiudicataria dei lavori di ampliamento del cimitero della cittadina casertana. La struttura, attraverso l’intervento presso il medesimo imprenditore di un altro soggetto, anch'egli coinvolto nell'inchiesta, e la compiacenza di un impiegato e di un consigliere comunali, veniva successivamente assegnata, sulla base di documentazione artatamente prodotta, ad un altro soggetto, in cambio di un corrispettivo in denaro.

Accertate inoltre, nel corso delle indagini, ulteriori condotte riguardanti l’illecita compravendita di cappelle e loculi ubicati nel cimitero di S. Maria a Vico che vedevano il coinvolgimento anche dell’allora concessionario dei servizi cimiteriali e di un ulteriore soggetto coinvolto, quest’ultimo risultato intestatario di ben 16 loculi.

 

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