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Da quasi due anni in carcere per un'estorsione di 2 euro

Da quasi due anni in carcere per un'estorsione di 2 euro

E' la somma chiesta da un nigeriano ad un automobilista per parcheggiare l'auto

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Kelvin Egulbor, nigeriano di 25 anni, è in carcere, a Poggioreale, dopo essere stato condannato a cinque anni, in primo grado, con l'accusa di estorsione.

Da 20 mesi è in una cella con altri compagni di detenzione dopo essere stato condannato per avere, secondo l'accusa, minacciato un uomo di tagliargli la cappottina dell'auto se non gli avesse dato 2 euro per parcheggiare nella zona di Fuorigrotta a Napoli, tra via Campana e via Giulio Cesare.

Oggi è in programma l'udienza d'Appello mentre deve essere incardinato anche un altro procedimento giudiziario promosso sempre dalla stessa persona per un'altra richiesta di denaro, identica, 2 euro.

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"Non è possibile - spiega l'avvocato Salvia Antonelli, difensore di fiducia del nigeriano - che una persona possa rimanere in carcere da tanto tempo per una estorsione, reato che noi contestiamo abbia compiuto, di appena due euro. Mentre magari ci sta chi se ne va in giro dopo aver commesso un omicidio".

Kelvin, racconta il suo legale, è un mendicante, assistito dalla chiesa di San Vitale a Fuorigrotta. Grazie al parroco faceva qualche lavoretto o spazzava la strada e chiedeva l'elemosina. Poi è successo qualcosa con l'uomo che lo ha trascinato in giudizio e fatto condannare. Domani l'avvocato Antonelli chiederà la liberazione di Kelvin e in subordine i domiciliari mentre il pubblico ministero chiederà la conferma della sentenza impugnata. Secondo il legale del giovane "non sussistono le esigenze cautelari che legittimano la detenzione in carcere e vi è una evidente sproporzione tra la personalità dell'imputato, il fatto in contestazione e la misura cautelare che sicuramente impedisce ad Egubor di intraprendere una seria e corretta prosecuzione del percorso di vita e di crescita formativa".

Sulla vicenda del giovane ha acceso i riflettori Samuele Ciambriello, garante campano delle persone private della libertà personale, che lo ha visitato in carcere. "Chiediamo - spiega - che Kelvin venga collocato in una comunità del Casertano che ha offerto la disponibilità a prenderlo. E' evidente, in questa vicenda, che c'è una assoluta sproporzione di pena rispetto ai fatti contestati".

Così come il nigeriano, aggiunge Ciambriello, "nelle carceri ci sono tanti casi di invisibili, di persone senza fissa dimora ed accusati di piccoli reati". Peraltro, l'avvocato Antonelli e lo stesso Ciambriello sottolineano che "per Kelvin, senza fissa dimora, viene addirittura ignorata la pronuncia della Corte costituzionale del 24 maggio scorso con la quale si dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 629 del codice penale nella parte in cui non prevede che la pena da esso comminata è diminuita in misura non eccedente un terzo quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell'azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità". (ANSA)

 

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