A cura di Salvatore Cardone

Su Twitter è "Supernonna Raf" ma non immaginereste mai chi è realmente! Eppure vi sto iniziando a parlare di una torrese appartenente ad una famiglia che ha onorato la città di Torre Annunziata nel mondo. È una distinta, giovanile e cordiale signora che vive a Milano, ma è nata a Torre Annunziata il 28 agosto 1928. Il suo nome è Raffaela De Laurentiis, sorella del celebre produttore cinematografico Dino. Grazie a Loredana Burgio, moglie dell' avvocato Nicolas Balzano, ho avuto il suo numero di telefono e, trovandomi nella città meneghina, l'ho contattata per regalarle il mio libro "Pasta, amore e fantasia. Le origini della famiglia De Laurentiis".

Pensavo di essere stato indiscreto ed invadente e che lei non avrebbe risposto ad uno sconosciuto. Invece la sua signorilità si è subito manifestata e mi ha invitato a casa sua, dove mi sono recato con mia moglie Valeria. Ci ha accolto con un dolce sorriso nel suo elegante salotto, ci ha offerto caffè, succo di frutta e ottimi biscottini e abbiamo fatto conoscenza. Le ho donato il mio libro e subito i suoi occhi si sono illuminati ed emozionati nel vedere in copertina il padre e la madre che si baciavano in occasione delle loro nozze d'oro.

«È un ricordo bellissimo di una splendida giornata dell'agosto 1964, vissuta sulla costiera amalfitana - mi ha detto - durante la quale la nostra famiglia si è riunita per festeggiare i cinquant'anni di matrimonio dei miei genitori che si sono sposati nel 1914». Ma la sua mente ritorna anche all'infanzia. «Andavamo tutti insieme in carrozzella, in estate, al Lido Azzurro, per trascorrere spensierate giornate al mare, allora limpido, sulla spiaggia di sabbia vulcanica che amavo tanto».

Il padre Rosario Aurelio doveva diventare un sacerdote, seguendo la tradizione di famiglia, «ma essendo un donnaiolo - afferma Raffaela con un sorriso - non volle più fare il seminario e successivamente si arruolò nella guardia di finanza». Della madre Giuseppina Salvatore, ci dice che era un mito in cucina per le prelibatezze gastronomiche che sapeva preparare. «Il nostro piatto preferito erano le zite stufate, che ancora oggi mi piace preparare». Il ricordo va poi al fratello Luigi, padre del presidente del Calcio Napoli, Aurelio: «Era bravissimo a scuola! Pensi che alla maturità classica si classificò al terzo posto in Italia e ricevette come premio, dal Ministero dell'Istruzione, un viaggio di tre mesi all'estero».

E come non parlare del famoso Dino. «Voleva restare a fare il produttore qui in Italia, ma per diversi ostacoli, alcuni subiti addirittura da politici di primo piano, preferì andare negli Stati Uniti d'America».

Un particolare curioso e divertente, Raffaela ce lo racconta con sincerità. «Sa perché eravamo sette figli? Perché il governo fascista faceva risparmiare le tasse alle famiglie che avevano un tal numero di figli e mio padre, essendo industriale, per non pagarle propose a mia madre di procreare il settimo e così nacque mia sorella Anna!».  

Raffaela continua con il ricordare anche le difficoltà burocratiche vissute. «A volte nei documenti che mi venivano rilasciati ero chiamata De Laurentis con una sola "i" e mio marito Renato, scherzosamente, diceva che non mi avrebbe lasciato alcuna eredità visto che ero per lui una... sconosciuta!».

I ricordi si affollano nella sua lucida mente ma è venuto il momento di congedarci e lei mi chiede di ritornare a trovarla la prossima volta che sarò a Milano. «Le consegnerò tutta la documentazione che ho raccolto sulla sua famiglia», le prometto. Raffaella ci sorride compiaciuta, ci accompagna cortesemente all'ascensore e ci saluta affettuosamente come se fossimo vecchi amici.

Ad agosto compirà novant'anni, ma questa nonnina "tecnologica" che usa WhatsApp e Twitter ne dimostra molto di meno e potrebbe dare lezioni di vitalità a signore molto meno anziane di lei. Arrivederci Raffaela, forse ci rivedremo a settembre.

Il prof. Salvatore Cardone con Raffaela De Laurentiis

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