Ci sono serate che finiscono quando si spengono le luci del palco e altre che, invece, continuano a vivere dentro chi le ha attraversate. Quella dell’8 settembre, all’Istituto Maria Mazzarello di Torre Annunziata, è stata una di queste.
Una serata nata nel ricordo di Anita Sorrentino, ma trasformata, ancora una volta, in un inno alla vita, alla giovinezza e a quei talenti che spesso hanno bisogno soltanto di qualcuno disposto ad ascoltarli e di un luogo nel quale poter esprimere ciò che hanno dentro.
Sul palco sono saliti giovani e artisti del territorio, portando con sé storie, passioni, sacrifici e sogni. Canto, musica, danza, teatro, linguaggi diversi uniti da un'unica esigenza: raccontarsi.
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La conduzione di Pasquale Nastri
A guidare la serata è stato Pasquale Nastri, attore professionista e presidente della compagnia teatrale SenzArteNéParte. A fare da padrino alla manifestazione Gianpiero Ianneo, attore comico e drammatico dalla lunga esperienza, formatosi nella tradizione del teatro classico napoletano presso la storica Compagnia Stabile del Teatro Sannazaro di Luisa Conte. Una carriera tra teatro, cinema, televisione, scrittura e regia, sempre nel segno della tradizione partenopea. Con sé anche il piccolo Gaetano Capasso di appena 5 anni ma dalle grandi qualità artistiche.
Le esibizioni dei giovani talenti
La serata si è aperta con Erika Perano, che ha dato voce a Immortality di Céline Dion. Poi, uno dopo l'altro, sono arrivati i protagonisti di una serata costruita proprio per dimostrare quanto sia ricco il patrimonio umano e artistico dei giovani del territorio.
Salgono sul palco gli Zerofiltro, duo napoletano formato dai fratelli Francesco Jaco e Marco Misto, autori, compositori e arrangiatori. La loro musica mescola tradizione italiana, pop, rock, funky e blues. Sul palco hanno portato Al Centro Direzionale, Angela, Ogni sera, brani capaci di raccontare una generazione attraverso linguaggi contemporanei.
Emozionante la voce di Serena D'Apuzzo, conosciuta come Rena, che della musica ha fatto un viaggio senza confini. Dal duo acustico Time Travel, con il padre, alle esperienze musicali legate al Movimento Giovanile Salesiano, fino ai riconoscimenti ottenuti al contest Show me Your Asian Voice, Serena porta avanti un'idea precisa: la musica non deve conoscere barriere, generi o lingue.
È stata poi la volta di Pasquale Cipriano, diciassettenne con una forte passione per il teatro e per la tradizione musicale napoletana. Sul palco ha portato la poesia 'O miercuri' d'a Maronna 'o Carmene di Ernesto Murolo e Canzona appassiunata di E.A. Mario, accompagnato alla chitarra da Michele Serao.
A seguire Chiara Quartuccio, in arte JhArà, cantautrice torrese classe 2003, che attraverso la musica racconta emozioni e frammenti della propria vita, alternando malinconia e melodie più leggere. La sua voce ha attraversato Splendido Splendente, What Was I Made For? e Oro.
Di nuovo sul palco Erika Perano, questa volta insieme a Michele Serao, chitarrista e mandolinista autodidatta, direttore artistico, musicista, attore e regista. Il loro omaggio a Peppino di Capri, seguito da Die on This Hill di Sienna Spiro, ha aggiunto alla serata nuove sfumature musicali.
Poi una storia diversa, ma con la stessa passione: Ornella De Simone, giovane mamma che canta fin da bambina, una passione ricevuta dalla madre e mai abbandonata. Sul palco ha interpretato due brani: "Tutta al più" di Patty Pravo e “ALLELUIA” di Alexandra Burks.
Dalla musica alla danza
La musica ha lasciato quindi spazio al movimento con i ballerini dell'A.S.D. Paso Adelante, diretta da Nunzia Ippolito. Una scuola nata dalla passione e cresciuta attraverso formazione, disciplina e impegno, accompagnando gli allievi dai primi passi fino all'attività agonistica, con esperienze e risultati anche in competizioni nazionali e internazionali.
A rappresentare ancora una volta il talento vocale è stata Dalila Cipriano, che ha scelto La bambola di Patty Pravo e Amami di Emma Marrone, mostrando quella voglia di sperimentare che caratterizza chi considera la musica non soltanto una passione, ma un possibile progetto di vita.
A chiudere la parte dedicata ai talenti, Luigi Busacco, giovane appassionato di storia ha fatto sì che il pubblico vivesse vicende storiche a lui memorali coinvolgendo tutta la platea che ha lasciato Luigi con un lungo applauso.
Ma dietro le note, le luci e gli applausi c'era un messaggio ancora più profondo, perché quella manifestazione non nasce soltanto per esibire dei talenti, nasce dal desiderio di non lasciare che il ricordo diventi silenzio.
L’appello alle istituzioni per gli spazi comunali
Durante la serata è stato rivolto anche un appello alle istituzioni. Tra i presenti il senatore Orfeo Mazzella, al quale i genitori di Anita, Pina e Biagio, nonché presidenti dell’ODV Amici di Anita Sorrentino, hanno chiesto attenzione e impegno per una questione che riguarda non soltanto la loro associazione, ma tutto il tessuto associativo cittadino
“C’è la necessità di mettere a disposizione delle realtà che operano senza scopo di lucro, soprattutto a favore dei giovani, spazi comunali, sedi e luoghi dove poter fare cultura, teatro e aggregazione. Le istituzioni devono stare a braccio con le associazioni. La serata ha avuto anche il sostegno di Ciaravola, Storie di Grano, Mavis, Silver Shop ed Ego – conclude Pina – e dei membri dell’associazione che ringrazierò sempre in particolare Annamaria Raiola, Elisa Esposito e Serenella Sorrentino”.
Il ricordo dei ragazzi scomparsi
L’ultima parte della serata è stata dedicata ai ragazzi in Dio, ovvero giovani che sono diventati angeli troppo in fretta. Un momento di un dolore condiviso, di storie tristi, di lacrime inevitabili.
Il palco è diventato luogo del ricordo per Anita Sorrentino, Vincenzo Sansone, Luigi Gara, Salvatore Bottazzo, Paolo Lettieri e Nunzio Arcella: giovani che hanno lasciato troppo presto le loro famiglie, gli amici, i loro progetti e una città che ancora oggi ne conserva la memoria.
Di ciascuno è stata raccontata una parte della vita: la sensibilità di Vincenzo, la generosità e l'amore per il mare e per il Savoia di Luigi, la creatività di Salvatore, la passione per il basket di Paolo, il desiderio di studiare astrofisica di Nunzio.
Storie diverse, accomunate da una cosa terribilmente semplice: erano giovani. Avevano passioni, amicizie, famiglie, sogni ancora da realizzare.
E proprio per questo il ricordo non vuole essere soltanto dolore.
Per Anita, per Vincenzo, Luigi, Salvatore, Paolo e Nunzio, l'Associazione sceglie di continuare a parlare di giovani. Di talento. Di futuro. Di opportunità. Perché ricordare non significa soltanto guardare indietro.
Significa anche provare a costruire qualcosa per chi è ancora qui.
Un messaggio contro l’indifferenza e il silenzio
E così, mentre le ultime luci si sono spente sul palco dell'Istituto Maria Mazzarello, sono rimaste le voci dei ragazzi, le note delle canzoni, i passi della danza e gli applausi.
È rimasto soprattutto un messaggio: ogni giovane che trova il coraggio di salire su un palco e raccontare ciò che ha dentro è una piccola vittoria sulla paura, sull'indifferenza e sul silenzio.
(Foto di Giuseppe Forcella)
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