Si chiudono oggi alla Villa di Poppea le Giornate Europee del Patrimonio. Per due giorni il sito archeologico di Oplontis ha proposto un percorso tra visite guidate, attività didattiche e rievocazioni storiche, nell’ambito del programma promosso dal Parco Archeologico di Pompei. L’edizione 2026 è dedicata al tema «Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare».
Sabato mattina l’attenzione si è concentrata su teatro, musica e maschere del mondo antico, con itinerari nella villa, banchetti didattici e un’esecuzione al doppio flauto. L’apertura serale, ad un solo erario ingresso, ha poi lasciato spazio ai percorsi su terme e sport, alla prima edizione dei «Neronia Oplontini» e ai «Ludi Gladiatorii», rievocazione ambientata alla presenza di Nerone e della sua corte.
TORRESETTE AI
Chiedi a TorreSette AI e scopri di più.
Hai domande su questa notizia?
Il programma di oggi mette al centro, in mattinata, «Poppea e Cleopatra: fascino e potere», una performance che accompagna i visitatori alla scoperta della cosmesi e dei gioielli di epoca egizia e romana, con riferimenti agli Ori di Oplontis. Nel pomeriggio, dalle 16 alle 18.30, il racconto si sposta sulla navigazione e sul commercio del vino nell’antichità, tra riproduzioni di imbarcazioni romane e letture poetiche a tema.
A dare profondità a queste iniziative è stata appunto la Villa di Poppea a Torre Annunziata: una residenza della metà del I secolo a.C., ampliata in età imperiale e celebre per le sue decorazioni. L’attribuzione a Poppea Sabina, moglie di Nerone, resta un’ipotesi; il Parco Archeologico indica che la villa potrebbe essere appartenuta a lei o alla sua famiglia. Gli scavi di Oplontis fanno parte dal 1997 del sito riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.
Le attività sono curate dal Gruppo Archeologico Kyme, con la collaborazione del Gruppo Storico Oplontino, dell’Archeoclub di Torre Annunziata, dell’APS Proloco Spartacus, del Centro studi storici «Niccolò D’Alagno» e di ArevOd. Il fine settimana mostra come visite e rievocazioni possano offrire più chiavi di lettura di un luogo: non soltanto la storia di una grande residenza romana, ma anche quella delle persone, delle pratiche e degli scambi del mondo antico


