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“La notte di Malombre” di Manlio Castagna: tra memoria storica, mistero e speranza
Secondo appuntamento domenicale con la rubrica "Un libro, una domenica" di Bernardo Esposito
Il romanzo racconta la tragedia del treno 8017 del 1944 attraverso gli occhi dei ragazzi, intrecciando Storia, emozioni e antiche credenze popolari.
La tragedia del treno 8017, una pagina dimenticata della storia italiana
In uno spazio, sospeso tra la realtà storica e il mistero, si muove Manlio Castagna, autore del libro “La notte di Malombre”, capace di intrecciare avventura, emozione e immaginazione in un racconto che affonda le radici in una delle pagine più drammatiche e meno conosciute della storia italiana: la sciagura del treno 8017.
La notte è quella del 3 marzo 1944. L’Italia è ferita dalla Seconda guerra mondiale, attraversata dalla fame, dalla paura e dalla disperazione. Da Napoli parte un convoglio merci diretto verso l’entroterra lucano. Non è un treno come gli altri: tra i vagoni si accalcano clandestinamente centinaia di persone, uomini e donne in cerca di un’occasione per sopravvivere, di un carico da recuperare, di un viaggio capace di aprire uno spiraglio in un’esistenza diventata insostenibile.
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Poi, nella notte, il viaggio si interrompe. Il treno rimane bloccato nella galleria delle Armi, nei pressi di Balvano, in Basilicata. Quando la tragedia viene scoperta, centinaia di persone sono morte, senza ferite apparenti. A provocare la strage contribuirono le esalazioni tossiche del monossido di carbonio, prodotte dalla combustione del carbone della locomotiva in condizioni di ventilazione estremamente sfavorevoli.
Una catastrofe immensa, consumatasi nel buio, che per lungo tempo non ha trovato il posto che meritava nella memoria del Paese.
Rocco, Brando e Nora: tre destini intrecciati nella tragedia
Castagna sceglie di avvicinarsi a questa tragedia attraverso lo sguardo dei ragazzi, affidando alla narrativa il compito di rendere comprensibile ciò che, altrimenti, rischierebbe di restare soltanto una data, un numero, una pagina di cronaca.
Vedi prima le notizie che ti interessano Scegli TorreSette come fonte preferita su Google. Bastano due tap: si apre Google, tocchi TorreSette e confermi.Il suo racconto ci conduce dentro quel convoglio, tra volti, speranze e destini. Incontriamo Rocco, il mariuolo che si muove nella confusione inseguendo il proprio tornaconto, e Brando, un ragazzo costretto a diventare adulto troppo presto, schiacciato dalle responsabilità e dalla necessità di prendersi cura della famiglia. E poi c’è Nora, la figlia del dottore, una giovane anima sensibile e inquieta, capace di percepire ciò che gli altri non vedono.
Quando gli sguardi di Brando e Nora si incontrano, nasce un legame profondo, destinato a resistere alla paura e alla brutalità del mondo che li circonda. Ma Nora porta dentro di sé un’inquietudine particolare: ha visto le malombre, presenze oscure che, secondo le credenze popolari, annunciano la morte. Sono figure che appartengono all’immaginario antico del Sud, a quel patrimonio di leggende e superstizioni nel quale la paura si veste di simboli e l’inspiegabile assume un volto.
Chi potrà credere alle sue visioni, mentre intorno tutto sembra precipitare verso una fine annunciata?
Le malombre e il confine sottile tra realtà e mistero
È qui che la narrazione acquista una suggestione particolare. Il mistero non cancella la Storia, ma le si affianca; il fantastico non allontana dalla realtà, bensì accompagna il lettore dentro le paure, le fragilità e le speranze dei protagonisti. Le malombre diventano così parte di un universo narrativo nel quale le antiche credenze popolari si intrecciano con la durezza di una tragedia autentica.
La grande forza di questo romanzo è proprio la capacità di raccontare l’orrore senza rinunciare all’umanità, di parlare della morte senza spegnere la speranza, di avvicinare i ragazzi alla Storia attraverso le emozioni.
Perché la memoria, per essere davvero viva, ha bisogno anche di storie. Ha bisogno di personaggi nei quali riconoscersi, di sentimenti da comprendere, di domande che continuino a risuonare una volta chiuso il libro.
Una scrittura intensa che restituisce voce alla memoria
La scrittura asciutta e incisiva di Castagna, insieme alla forte componente visiva della narrazione, restituisce al lettore immagini intense, quasi cinematografiche. I vagoni stipati, il buio della galleria, il respiro che viene meno, il silenzio che avvolge il convoglio: ogni elemento contribuisce a costruire un’atmosfera carica di tensione, nella quale la dimensione storica e quella fantastica si fondono senza perdere la propria identità.
Non è soltanto un libro da leggere. È un libro attraverso il quale imparare a guardare.
Guardare un’Italia che, nel 1944, viveva una delle stagioni più dolorose della propria storia. Guardare le persone comuni, spesso dimenticate dai grandi racconti ufficiali, che cercavano di sopravvivere in un tempo senza certezze. Guardare, soprattutto, quei ragazzi ai quali la guerra aveva sottratto il diritto di essere semplicemente ragazzi. Il libro è arrivato nella longlist del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2021, riconoscimento che testimonia l’attenzione suscitata dalla sua proposta narrativa nel panorama della letteratura per giovani lettori.
Manlio Castagna dimostra che parlare di storia ai ragazzi non significa semplificarla fino a svuotarla, ma trovare le parole, le immagini e le emozioni giuste per renderla accessibile senza tradirne la complessità.
Buona lettura e buona domenica.
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