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“I militari spaventano più delle pistole”: bufera sicurezza a Torre Annunziata dopo l'agguato del 21 dicembre

“I militari spaventano più delle pistole”: bufera sicurezza a Torre Annunziata dopo l'agguato del 21 dicembre

Oplonti Futura attacca la maggioranza: bocciata Strade Sicure, ma la città tra furti e sparatorie ha paura

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

L’agguato armato del 21 dicembre scorso a Torre Annunziata, con un uomo di 45 anni ferito alle gambe mentre era in sella a uno scooter, riaccende con forza il dibattito sulla sicurezza a Torre Annunziata e provoca una dura presa di posizione politica.

A intervenire è Oplonti Futura, che ha diffuso una nota polemica contro la maggioranza consiliare, colpevole – secondo il gruppo – di aver respinto in Consiglio comunale la proposta di adesione all’operazione “Strade Sicure”, giudicata inutile e persino intimidatoria.

«Per rispetto del Santo Natale e del clima di serenità che dovrebbe accompagnarlo, abbiamo scelto il silenzio», spiegano i consiglieri di Oplonti Futura. «Ma all’indomani delle feste, i fatti impongono di parlare».

Nel comunicato si ricorda come, durante l’ultimo Consiglio comunale, alla proposta di rafforzare la presenza dello Stato sul territorio fosse stato risposto che Torre Annunziata sarebbe una città “sicura” e che la presenza dei militari avrebbe potuto addirittura “intimidire i bambini”.

Una posizione che oggi, alla luce dei fatti, viene definita «surreale». «Nel frattempo – sottolineano – la realtà bussa alle porte, spesso forzandole: furti negli appartamenti e l’ennesima sparatoria ai danni di un 45enne».

Il passaggio più duro è quello che mette a confronto parole e realtà: secondo la maggioranza, i militari intimidiscono più degli spari. «Le divise spaventano, i colpi di pistola no», attacca Oplonti Futura, parlando di una visione che nega l’evidenza e rinuncia alla prevenzione.

La proposta di aderire a Strade Sicure, ribadiscono i consiglieri, non avrebbe avuto carattere invasivo né permanente, ma sarebbe servita ad affiancare le forze dell’ordine già operanti sul territorio. «Non militarizzazione – precisano – ma protezione. Un segnale concreto di presenza dello Stato».

Il comunicato si chiude con un messaggio chiaro e amaro: «Le feste sono finite. La realtà resta. E a intimidire cittadini e bambini non sono i militari, ma una città lasciata senza sicurezza».

Un atto d’accusa che promette di riaccendere lo scontro politico sul tema della sicurezza urbana, mentre Torre Annunziata continua a fare i conti con furti, violenza e paura.

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