A cura della Redazione

Fa molto discutere in città la nomina di una Commissione d’acceso al Comune oplontino, a distanza di appena 4 anni dall’ultimo provvedimento simile della Prefettura.

A Torre Annunziata, in oltre 30 anni, sono state nominate quattro Commissioni di accesso. Una prima nel 1993, con l’allora sindaco PCI Luigi Bonifacio, che portò allo scioglimento del consiglio comunale. Una seconda, a distanza di 20 anni, nel 2013, con il sindaco indipendente Giosuè Starita, ma in quella occasione il Comune non subì nessun provvedimento di scioglimento. Infine, una terza nell'ottobre 2021, con il sindaco PD Vincenzo Ascione, che portò allo scioglimento del consiglio comunale nel febbraio del 2022.

A distanza di poco più di quattro anni, il Comune di Torre Annunziata subisce ancora una volta l’onta dell’insediamento di una Commissione d’accesso, nominata nella giornata odierna dal Prefetto Michele Di Bari.

A dire il vero, già da mesi si parlava di una possibilità del genere, per due indagini parallele di Carabinieri e Guardia di Finanza su alcune vicende che hanno riguardato l’attività amministrativa.

È importante però chiarire subito un punto: la nomina della Commissione d’accesso non significa né condanna né scioglimento automatico del consiglio comunale, ma rappresenta una fase di accertamento e prevenzione.

Secondo una relazione ufficiale, tra il 1991 e il 2024 sono stati effettuati circa 463 accessi ispettivi, a cui sono seguiti 387 scioglimenti di enti (oltre l’83%). Questo dato implica che una larga maggioranza degli accessi può tradursi in scioglimento quando emergono infiltrazioni mafiose o condizionamenti gravi.

Cos’è una Commissione d’accesso e quali sono i suoi compiti?

La Commissione d’accesso agli atti è uno strumento previsto dalla legge e affidato al Prefetto, su delega del Ministero dell’Interno, con l’obiettivo di verificare eventuali condizionamenti o infiltrazioni della criminalità organizzata nell’attività di un ente locale. È importante chiarire subito un punto: non si tratta di una condanna né di uno scioglimento automatico del Comune, ma di una fase di accertamento e prevenzione.

Cosa fa la Commissione

La Commissione ha il compito di analizzare il funzionamento dell’amministrazione comunale. In concreto, esamina atti e procedure relative a: appalti e affidamenti di lavori e servizi; concessioni, autorizzazioni e pratiche edilizie; gestione delle società partecipate; incarichi, assunzioni e rapporti con fornitori.

L’obiettivo è verificare se vi siano anomalie, irregolarità o pressioni esterne che possano far pensare a un’influenza della criminalità organizzata sulle scelte amministrative.

Come lavora

La Commissione può acquisire documenti, ascoltare dirigenti e funzionari comunali e coordinarsi con le forze dell’ordine. Non svolge indagini penali e non emette sentenze: il suo lavoro è amministrativo e conoscitivo, finalizzato a tutelare la legalità dell’ente.

Quanto dura

L’accesso ispettivo ha una durata di tre mesi, prorogabili una sola volta per ulteriori tre mesi. Al termine, la commissione redige una relazione riservata che viene trasmessa al Prefetto.

Cosa può succedere dopo

Gli esiti possibili sono diversi: nessuna criticità rilevante: l’attività comunale prosegue normalmente; presenza di irregolarità amministrative: vengono richiesti correttivi e misure di rafforzamento dei controlli; accertato condizionamento mafioso, in tal caso il Prefetto può proporre al Governo lo scioglimento del Consiglio comunale

La decisione finale, nei casi più gravi, spetta comunque al Consiglio dei Ministri, non alla commissione stessa.

Perché è uno strumento importante

La commissione d’accesso rappresenta una misura di prevenzione, pensata per difendere i Comuni, i cittadini e le istituzioni da possibili infiltrazioni criminali. Serve a garantire trasparenza, correttezza amministrativa e fiducia nello Stato, soprattutto in territori più esposti a rischi di condizionamento.

In sintesi, la Commissione d’accesso non è un atto punitivo, ma un controllo a tutela della legalità, volto a verificare che l’amministrazione operi esclusivamente nell’interesse pubblico.

➡️Per essere sempre aggiornato clicca "Segui" sulla nostra pagina Facebook