A cura della Redazione

Le parole pronunciate dal procuratore capo Nunzio Fragliasso durante la cerimonia di abbattimento di Palazzo Fienga a Torre Annunziata continuano a scuotere il mondo politico di Torre Annunziata. Dopo le dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo, arriva anche il duro intervento del senatore della Repubblica Orfeo Mazzella, che difende apertamente l’affondo del magistrato e rilancia l’allarme sul futuro istituzionale della città.

“Le parole del procuratore sono pienamente condivisibili e meritano un sostegno fermo, senza ambiguità”, scrive Mazzella, sottolineando come quanto emerso “non sorprenda chi da tempo aveva provato a leggere i segnali”.

Il senatore ricorda di aver proposto in passato un “patto di legalità” per tenere fuori dalla gestione pubblica persone e ambienti già finiti nelle relazioni prefettizie e negli atti legati al precedente scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Un invito che, secondo Mazzella, sarebbe stato ignorato dalla politica locale.

Nel suo intervento, il parlamentare parla apertamente di “contiguità con la criminalità organizzata, frequentazioni inopportune, omissioni e mancate azioni”, elementi che sarebbero stati già evidenziati nella documentazione istituzionale prodotta dopo il commissariamento del Comune.

Secondo Mazzella, le dimissioni del sindaco Cuccurullo rappresentano “un epilogo inevitabile”, maturato dentro “alleanze locali costruite male” e una gestione politica che avrebbe sottovalutato i segnali di rischio.

Il senatore conferma inoltre che la proposta di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose avrebbe già completato l’iter prefettizio e sarebbe ora all’esame del Ministero dell’Interno. Uno scenario pesantissimo che potrebbe portare Torre Annunziata verso un secondo scioglimento consecutivo a meno di due anni dalla fine del precedente commissariamento.

Mazzella conclude con un appello netto alla discontinuità politica e morale: “Serve una nuova classe dirigente, capace di servire le istituzioni e non interessi personali o reti clientelari. Senza tensione etica non esiste politica, ma solo gestione del potere”.