Un terremoto politico scuote Palazzo Criscuolo. Il sindaco di Torre Annunziata Corrado Cuccurullo ha rassegnato le dimissioni poche ore dopo il durissimo intervento del procuratore capo di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, pronunciato durante la cerimonia di avvio dei lavori di demolizione di Palazzo Fienga, storico simbolo del potere del clan Gionta.
Parole pesantissime, quelle del magistrato, che hanno avuto l’effetto di una deflagrazione istituzionale. Fragliasso, davanti ai ministri Matteo Piantedosi e Matteo Salvini, al prefetto Michele di Bari e alle massime autorità civili e militari, aveva denunciato pubblicamente “troppe ombre e poche luci” nella gestione amministrativa della città, parlando apertamente di “opacità”, “contiguità con la criminalità organizzata” e “inerzie inammissibili” all’interno dell’amministrazione comunale.
Un intervento senza precedenti per toni e contenuti, culminato in un passaggio che ha gelato la platea: “Io questo segnale di discontinuità lo sto ancora aspettando”.
Parole che hanno inevitabilmente acceso i riflettori sul futuro politico e amministrativo della città oplontina, già reduce dallo scioglimento per infiltrazioni camorristiche e da un lungo commissariamento. Le dimissioni di Cuccurullo arrivano proprio mentre il Governo è chiamato a valutare il quadro complessivo della situazione cittadina.
Secondo indiscrezioni, il clima all’interno della maggioranza sarebbe diventato tesissimo subito dopo la cerimonia. Il sindaco avrebbe maturato la decisione nelle ore successive, ritenendo venute meno le condizioni politiche e istituzionali per proseguire il mandato.
La scelta apre ora una fase delicatissima per Torre Annunziata. Le dimissioni, infatti, potrebbero diventare irrevocabili trascorsi i venti giorni previsti dalla legge, salvo ripensamenti o nuove soluzioni politiche. Sullo sfondo resta il peso delle dichiarazioni del procuratore Fragliasso, che hanno trasformato quella che doveva essere una giornata simbolo di rinascita e legalità in una delle pagine politicamente più drammatiche degli ultimi anni per la città.
Intanto, negli ambienti politici e istituzionali, cresce l’attesa per le decisioni che potrebbero arrivare da Roma nei prossimi giorni.


