È la seconda uscita dalla giunta in quasi due anni di amministrazione. Dopo le dimissioni di Gianfranco Scafa, arriva ora la rimozione dell’assessore alle Politiche sociali Antonio Coppola, 'silurato' dal sindaco di Torre Annunziata Corrado Cuccurullo giovedì 27 marzo.
Alla base della decisione, la posizione della consigliera comunale Francesca Caso, espressione del movimento “Popolari per la Pace”, che ha lasciato l’aula prima del voto sul bilancio di previsione 2026. Un gesto che il primo cittadino ha interpretato come una rottura politica netta: «Non votare l’atto fondamentale dell’Ente significa di fatto collocarsi all’opposizione», ha dichiarato, motivando così la revoca dell’assessore.
Una lettura che però non convince tutti. L’uscita dall’aula, infatti, sarebbe legata a tensioni interne al gruppo e non a un rifiuto del bilancio, già approvato in Giunta con il voto favorevole dello stesso Coppola. Ma il movimento “Popolari per la Pace” era ormai considerato un elemento instabile all’interno della maggioranza, soprattutto dopo l’annunciata fuoriuscita dal gruppo del consigliere Roberto De Rosa, fedelissimo di Cuccurullo.
Resta però un nodo politico: se è prerogativa del sindaco nominare e revocare gli assessori, l’esclusione di una forza politica dalla coalizione è una scelta che dovrebbe spettare all’intera coalizione di maggioranza. Non a caso, il documento con cui si chiedevano le dimissioni di Caso e Coppola, pur firmato almeno sulla carta dai partiti di centrosinistra, sarebbe stato sconosciuto a diversi segretari cittadini della coalizione.
Con l’uscita di Caso, i numeri della maggioranza scendono da 15 a 14 consiglieri. Una tenuta messa in discussione anche da crepe interne, come dimostra la mancata adesione di alcuni membri della Commissione Cultura alla sfiducia della stessa Caso.
Eppure, il problema dei numeri potrebbe essere relativo: almeno quattro consiglieri di opposizione sostengono apertamente l’amministrazione, e per alcuni di loro non è escluso un ingresso futuro in maggioranza. Uno scenario che rischia di contraddire le stesse parole del sindaco su coerenza e trasparenza politica.
Intanto, mentre la città attende risposte concrete, cresce il peso politico della consigliera Emanuela Cirillo (Azione), a cui viene affidata anche la delega al riordino della macchina comunale, oltre a quella già detenuta sul Patrimonio. Un segnale chiaro degli equilibri in evoluzione all’interno dell’amministrazione. Equilibri che potrebbero incrinarsi in vista della nomina del nuovo amministratore unico della Prima Vera. Un incarico appetibile a più di una forza politica, o meglio a più di un consigliere, visto che i partiti nell’era Cuccurullo contano come il due nella briscola.


