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Cuccurullo, un progetto incompiuto: perché è finita l'esperienza amministrativa del sindaco

Cuccurullo, un progetto incompiuto: perché è finita l'esperienza amministrativa del sindaco

Dalle polemiche sullo staff alle tensioni con il PD, passando per il caso delle Commissioni consiliari

(6 minuti di lettura)

Le dimissioni del sindaco di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo, arrivate nello stesso giorno del duro intervento del procuratore Nunzio Fragliasso nei confronti dell’amministrazione comunale, e diventate definitive allo scadere dei venti giorni previsti dalla legge, hanno inevitabilmente scosso la città.

Da una parte c’è chi, fino all’ultimo, ha sperato in un ripensamento del primo cittadino, considerandolo una figura competente e perbene, un professionista prestato alla politica e uno dei pochi esponenti della società civile disposti a mettersi in gioco per Torre Annunziata. Dall’altra, invece, chi ha accolto la fine dell’esperienza amministrativa con rassegnazione, alla luce delle condizioni in cui versa la città dopo due anni di governo.

Le critiche riguardano soprattutto il degrado urbano: strade dissestate, marciapiedi impraticabili, verde pubblico trascurato e una generale sensazione di immobilismo.

Ma governare una realtà complessa come Torre Annunziata, reduce da uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche, richiede qualcosa in più della sola preparazione accademica e della correttezza personale, soprattutto quando l'approccio al governo della città resta più quello del professore universitario che quello del sindaco, chiamato a confrontarsi quotidianamente con le difficoltà dell'amministrazione e della politica. Ed è proprio qui che l’esperienza politica di Cuccurullo ha mostrato tutti i suoi limiti.

Senza entrare nel merito delle vicende giudiziarie che hanno interessato il Comune - alcune delle quali ancora coperte da riserbo investigativo - restano una serie di errori politici e amministrativi che hanno progressivamente indebolito il sindaco e la sua maggioranza.

Il caso dello staff del sindaco

Uno degli episodi più delicati riguarda la presenza, per circa quattro mesi, di quattro collaboratori del sindaco all’interno degli uffici comunali senza contratto, decreto di nomina o incarico formale. Tre di loro sarebbero poi entrati ufficialmente nello staff del primo cittadino.

La vicenda è diventata oggetto di una segnalazione alla Procura da parte della segretaria generale del Comune, soprattutto per il possibile accesso agli atti e agli uffici senza un titolo giuridico formalizzato.

Le dimissioni del capo staff

Anche la scelta del capo staff aveva creato tensioni fin dall’inizio. Il Partito Democratico aveva espresso dubbi sull’opportunità della nomina, critiche che però vennero liquidate come semplici polemiche politiche.

A distanza di appena sei mesi, però, il capo staff ha rassegnato le dimissioni, alimentando ulteriori interrogativi sulla gestione interna dell’amministrazione.

La scelta degli assessori

Dopo uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche, molti si aspettavano una giunta tecnica o comunque composta da figure di comprovata esperienza amministrativa.

La scelta del sindaco è stata invece diversa: gli assessori sono stati indicati dai partiti della coalizione e sei componenti su sette erano alla prima esperienza politico-amministrativa. Un’impostazione che, secondo i critici, avrebbe affidato deleghe delicate a figure prive di un’adeguata competenza.

A far discutere fu anche il rapporto con il Partito Democratico. Cuccurullo respinse infatti la proposta avanzata dal Pd per la nomina dell’avvocato Luigi Monaco, ex sindaco, figura con esperienza politica e componente della segreteria provinciale del partito, scegliendo invece Tania Sorrentino come vicesindaco, peraltro candidata nel Pd ma non eletta.

La presa di distanza dai due dirigenti nominati dalla Commissione Straordinaria

Fin dal suo insediamento, Cuccurullo ha preso le distanze da due dirigenti nominati dalla Commissione straordinaria: la segretaria generale Maria Clara Napolitano, sostituita nell'autunno del 2024 dal dott. Amedeo Rocco, e il comandante della Polizia Municipale Giovanni Forgione, il cui contratto non è stato rinnovato alla scadenza. Le due decisioni hanno alimentato il dibattito politico e amministrativo cittadino, sollevando interrogativi sull'opportunità di sostituire figure individuate durante la fase di commissariamento dell'Ente.

Il caso della processione del 22 ottobre 2024

Altro passaggio particolarmente controverso fu quello legato alla processione della Madonna della Neve del 22 ottobre 2024.

Nonostante il parere contrario delle forze dell’ordine, il sindaco decise il passaggio del corteo religioso fino a largo Cuparella. Le autorità avevano suggerito di evitare il transito in un tratto di corso Vittorio Emanuele III dove risiedevano soggetti ritenuti vicini a clan locali.

Dopo il richiamo della Prefettura, Cuccurullo fu costretto a fare marcia indietro.

L’inchiesta sulle commissioni consiliari

Tra le vicende più pesanti figura poi quella relativa alle commissioni consiliari.

Il segretario generale del Comune aveva inviato un’informativa al sindaco e al presidente del Consiglio comunale chiedendo un maggiore controllo sulle modalità di svolgimento delle commissioni, segnalando possibili sprechi di denaro pubblico.

Successivamente la Commissione di accesso, insediatasi al Comune, avrebbe trasmesso gli atti alla Procura di Torre Annunziata. Dall’esposto sarebbe poi nata l’inchiesta ribattezzata “rimborsopoli”.

Il rapporto difficile con il Partito Democratico

Cuccurullo, privo di un vero retroterra politico, ha mostrato difficoltà anche nella gestione dei rapporti con il Partito Democratico, unico partito realmente strutturato all’interno della maggioranza.

Le tensioni non si sono limitate alla composizione della giunta. In occasione dell’ultimo congresso cittadino del Partito democratico, il sindaco, pur non iscritto al Pd, si schierò apertamente con la corrente uscita poi sconfitta dal confronto interno. Un elemento che ha ulteriormente raffreddato i rapporti politici.

Va ricordato, tuttavia, che nonostante le critiche mosse in questi due anni, il Partito Democratico ha sempre sostenuto l’amministrazione, sia con proposte, come "La comunità educante", sia votando favorevolmente tutte le delibere in Consiglio comunale. L’unica eccezione riguardò l’elezione del presidente del Consiglio comunale, quando tre consiglieri democratici, insieme ad altre due forze politiche (Più Europa e Progressisti e Democratici) votarono contro il candidato, poi eletto grazie ai voti dell’opposizione.

La dissoluzione della maggioranza

Le dimissioni di Corrado Cuccurullo chiudono così una stagione politica breve ma particolarmente travagliata, segnata da tensioni istituzionali, difficoltà amministrative e rapporti politici mai realmente consolidati. Con il passare dei mesi, infatti, la maggioranza che lo aveva sostenuto alle elezioni si è progressivamente sgretolata. Oltre ai rapporti sempre più difficili con il Partito Democratico, hanno preso le distanze dall'amministrazione anche Più Europa e il movimento Popolari per la Pace, le stesse forze politiche di riferimento delle consigliere Maria Di Maio e Francesca Caso, le prime a rassegnare le dimissioni dopo il duro intervento del procuratore Nunzio Fragliasso.

Quale futuro per Torre Annunziata?

L'esperienza amministrativa di Cuccurullo era nata con l'ambizione di rappresentare una svolta per Torre Annunziata dopo gli anni difficili dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche. L'idea era quella di affidare il governo della città a una figura proveniente dalla società civile, estranea alle logiche tradizionali della politica locale. Tuttavia, il progetto si è progressivamente indebolito tra inesperienza amministrativa, scelte discutibili, tensioni interne alla coalizione e una crescente difficoltà nel gestire una macchina comunale complessa e reduce da anni particolarmente delicati.

Ora per Torre Annunziata si apre una nuova fase, ancora una volta carica di incognite. Nelle prossime settimane il Consiglio dei ministri sarà chiamato a decidere se esistano o meno le condizioni per un nuovo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata. Un'eventualità che riporterebbe la città sotto la guida di una commissione straordinaria fino alla primavera del 2028.

Ma al di là delle scadenze istituzionali, resta una domanda più profonda che riguarda il futuro della città: basterebbero altri due anni di commissariamento per ricostruire quel rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni che appare oggi fortemente compromesso? Oppure il vero nodo da sciogliere resta la capacità della politica locale di ritrovare credibilità, autorevolezza e una visione condivisa per il futuro di Torre Annunziata?

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