Mancano tre giorni alla scadenza dei venti previsti dalla legge per revocare le dimissioni da sindaco di Torre Annunziata. Lunedì 25 maggio sarà il giorno decisivo per Corrado Cuccurullo: tornare indietro oppure chiudere definitivamente la sua esperienza amministrativa.

Da giorni, in città, la domanda è una sola. Ritirerà le dimissioni, come sperano assessori, consiglieri, gran parte della maggioranza, oppure confermerà la scelta annunciata dopo le durissime dichiarazioni del procuratore della Repubblica Nunzio Fragliasso?

Le parole pronunciate dal sindaco subito dopo il comizio di piazza Pace sembravano lasciare uno spiraglio: “Revocherò le mie dimissioni solo se ci sarà qualche elemento nuovo che potrebbe farmi cambiare idea”. Ma, da allora, quell’elemento nuovo non è arrivato.

Non c’è stato il confronto con il procuratore auspicato dal primo cittadino. E soprattutto non sono arrivati segnali rassicuranti dal Viminale, dove resta aperto il dossier sul Comune oplontino: scioglimento del Consiglio comunale oppure prescrizioni ministeriali.

Il documento politico mai firmato

Negli ultimi giorni, tra indiscrezioni e retroscena, si è parlato anche di un tentativo politico per convincere Cuccurullo a ritirare le dimissioni.

In un incontro riservato avvenuto in un bar di Torre del Greco - presenti, tra gli altri, lo stesso sindaco e l’ex city manager Vincenzo Sica - sarebbe stata ipotizzata la sottoscrizione di un documento politico indirizzato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con copie anche al ministro della Giustizia, al prefetto di Napoli e al presidente della Commissione parlamentare Antimafia.

Secondo quanto trapelato, quella presa di posizione avrebbe potuto rappresentare il “fatto nuovo” necessario a riaprire la partita. Ma il documento non sarebbe mai stato firmato. E Cuccurullo sarebbe rimasto fermo sulla propria decisione.

Un clima sempre più pesante

Al netto delle indiscrezioni, c’è un dato politico evidente: il clima attorno all’amministrazione si è ulteriormente aggravato. Nessuno conosce il contenuto integrale degli atti in possesso della magistratura né cosa ci sia realmente dietro le pesanti accuse formulate pubblicamente dal procuratore Fragliasso. Ma è difficile immaginare che dichiarazioni di tale portata possano essere state pronunciate senza elementi ritenuti solidi.

Nel frattempo, il quadro giudiziario si è ulteriormente allargato: ai rinvii a giudizio di tre consiglieri comunali e di un ex assessore si sono aggiunti due nuovi avvisi di garanzia notificati ad altrettanti consiglieri nell’ambito dell’inchiesta sui gettoni di presenza e sui rimborsi. E in città cresce la convinzione che non sia finita qui.

Perché il ritiro appare complicato

È proprio questo scenario a rendere oggi politicamente difficile un passo indietro del sindaco. Revocare le dimissioni significherebbe tornare pienamente alla guida dell’Ente in una fase segnata da inchieste, tensioni interne e dalla concreta possibilità di un provvedimento di scioglimento da parte del Governo. Ed è proprio questa eventualità a preoccupare maggiormente Cuccurullo: subire l’onta dello scioglimento mentre è ancora formalmente in carica.

Gli scenari possibili

Se le dimissioni diventassero definitive, il Comune verrebbe affidato a un commissario prefettizio in attesa delle decisioni del Governo e delle future elezioni amministrative, che potrebbero svolgersi nella primavera del 2028 in caso di scioglimento per infiltrazioni. In alternativa, nel caso di mancato scioglimento, le elezioni si svolgerebbero nella prima tornata elettorale utile, probabilmente nella primavera 2027.

Se invece Cuccurullo dovesse ritirarle, il consiglio comunale del 26 maggio si svolgerebbe regolarmente, con la surroga dei consiglieri dimissionari e la ripresa dell’attività amministrativa. Ma sarebbe una ripartenza fragile. Perché anche nell’ipotesi meno traumatica - quella delle prescrizioni ministeriali invece dello scioglimento - il Comune si ritroverebbe comunque sotto una pesante vigilanza istituzionale. E una maggioranza già numericamente debole rischierebbe di trovarsi ulteriormente esposta a tensioni e fibrillazioni.

Una città sospesa

In queste ore Torre Annunziata vive probabilmente il passaggio politico più delicato degli ultimi anni. Non è più soltanto una questione legata alle dimissioni di un sindaco, ma alla credibilità complessiva delle istituzioni cittadine.

La sensazione è che il tempo politico dell’amministrazione Cuccurullo sia arrivato a un passaggio decisivo. Resta da capire se sarà il sindaco stesso a chiudere formalmente questa esperienza oppure se, nelle prossime settimane, arriveranno decisioni del Governo capaci di incidere sul futuro del Comune.