A cura della Redazione

È stata convocata per martedì 26 maggio la prossima seduta del Consiglio comunale. All’ordine del giorno figurano cinque surroghe di consiglieri dimissionari e il riconoscimento di sei debiti fuori bilancio.

Una convocazione che solleva più di un interrogativo, soprattutto sul piano politico e amministrativo. La data scelta arriva infatti immediatamente dopo la scadenza fissata per le eventuali dimissioni irrevocabili del sindaco: se entro lunedì 25 maggio il primo cittadino non dovesse ritirarle, il Consiglio comunale decadrebbe automaticamente.

Da qui la domanda: perché fissare la seduta proprio il 26 maggio e non anticiparla? L’ipotesi più accreditata è che si attenda di conoscere le sorti dell’amministrazione comunale, ovvero se il Consiglio sarà sciolto oppure no, o quantomeno la decisione definitiva del sindaco sulla prosecuzione del mandato.

In questo clima di forte incertezza, appare difficile immaginare che eventuali subentranti possano accettare la surroga senza garanzie sulla continuità dell’Ente. Il rischio, infatti, sarebbe quello di entrare a far parte di un Consiglio comunale destinato poco dopo allo scioglimento.

Nel frattempo, scorrendo i punti inseriti all’ordine del giorno, emerge un’altra questione rilevante: manca l’approvazione del rendiconto di gestione relativo all’esercizio finanziario 2025, documento che avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 aprile 2026.

Il mancato rispetto della scadenza ha già fatto scattare la procedura prevista dall’articolo 141 del Testo unico degli enti locali. La Prefettura ha infatti diffidato il Comune ad approvare il rendiconto entro un termine massimo di 20 giorni.

Qualora anche questo termine decorresse inutilmente - eventualità che al momento appare concreta - il Prefetto potrebbe nominare un commissario ad acta per procedere all’approvazione d’ufficio del documento contabile. Un'ulteriore grana per il Comune oplontino.

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