A cura della Redazione

La crisi politica che sta investendo Torre Annunziata entra in una fase sempre più delicata. A vacillare, infatti, non è soltanto la posizione del sindaco dimissionario Corrado Cuccurullo, ma anche la tenuta della maggioranza che fino ad oggi lo ha sostenuto.

Dopo le dimissioni del primo cittadino e la mobilitazione di piazza di sabato scorso – alla quale hanno preso parte poche centinaia di persone – all’interno delle forze politiche di maggioranza cominciano a emergere malumori e tensioni sempre più evidenti.

Secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti politici cittadini, non sarebbero pochi i consiglieri intenzionati a chiedere con forza al sindaco di ritirare le dimissioni. I bene informati parlano addirittura di una sorta di ultimatum politico: se Cuccurullo non dovesse fare un passo indietro nei prossimi giorni, potrebbe maturare l’ipotesi di dimissioni di massa dei consiglieri comunali. Uno scenario che, almeno per ora, non trova conferme ufficiali, ma che rende bene il clima di forte incertezza che si respira nelle stanze della politica oplontina.

Dimissioni e surroghe dei consiglieri comunali

Nel frattempo il quadro istituzionale continua a cambiare. Due consigliere comunali di maggioranza hanno già rassegnato le dimissioni, così come due consiglieri di opposizione. A breve dovrebbe essere convocato il Consiglio comunale per procedere alle prime surroghe.

Ed è proprio qui che si apre un ulteriore nodo politico. I primi dei non eletti chiamati eventualmente a entrare in aula dovranno decidere se accettare o meno il seggio in una fase di estrema precarietà amministrativa.

Il rischio è evidente: accettare oggi la nomina e ritrovarsi fuori dal Consiglio comunale nel giro di pochi giorni qualora il Consiglio dei ministri decidesse di sciogliere il Comune.

Una valutazione che probabilmente ha pesato nella scelta dell’ex consigliere comunale Gerardo Salvi, primo dei non eletti della lista Più Europa, che ha deciso di rinunciare al subentro lasciando spazio alla seconda dei non eletti, l’avvocata Raffaella Nocerino.

Nel movimento Popolari per la Pace, dopo le dimissioni di Francesca Caso, dovrebbe invece entrare Emanuele Maresca. Per Oplonti Futura, al posto dei dimissionari Lucio D’Avino e Marco Russo, dovrebbero subentrare Emanuel Sorrentino e Sabina Prota.

Il tempo stringe per Cuccurullo

Per quanto riguarda il sindaco dimissionario, la posizione sembra al momento immutata. Nelle dichiarazioni rilasciate ai giornalisti dopo il comizio in piazza Giovanni XXIII, Cuccurullo ha ribadito che senza “elementi nuovi” non ritirerà le dimissioni. Tra questi elementi, lo stesso sindaco ha indicato un possibile chiarimento con il procuratore Nunzio Fragliasso, ipotesi che però appare al momento difficilmente praticabile.

La legge concede comunque al primo cittadino venti giorni di tempo per ripensarci. Il termine ultimo per ritirare formalmente le dimissioni è fissato alla mezzanotte del 26 maggio.

Una città sospesa tra politica e Governo

In questo clima di forte instabilità, Torre Annunziata resta sospesa tra la crisi politica interna e l’attesa della decisione del Governo sul possibile scioglimento del Consiglio comunale.

Ed è proprio questo doppio livello – politico e istituzionale – a rendere la situazione particolarmente complessa. Da una parte una maggioranza che teme di implodere e prova a convincere il sindaco a restare; dall’altra l’incertezza legata alla relazione della commissione d’accesso e alle valutazioni che il Consiglio dei ministri sarà chiamato a compiere nelle prossime settimane.

La domanda che circola negli ambienti politici cittadini resta dunque la stessa: Cuccurullo riuscirà a resistere alle pressioni della sua stessa maggioranza o alla fine sarà costretto a fare un passo indietro sulle dimissioni? Per ora, una risposta certa ancora non c’è.

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