A cura della Redazione

Alla fine del discorso in piazza Giovanni XXII il sindaco di Torre Annunziata Corrado Cuccurullo ha incontrato i giornalisti per una breve intervista.

Sindaco, dalle sue dimissioni ad oggi, quali sono state le sue riflessioni in questi giorni difficili?
“La riflessione che ho fatto è stata immediata e la mantengo anche oggi: le dimissioni non vengono ritirate fino al momento in cui non c’è qualcosa di nuovo che riesca a ribilanciare quello che è stato detto nella giornata di lunedì. Voglio anche chiarire che oggi non è stata scelta una piazza qualsiasi, ma abbiamo scelto questa piazza perché questo è il cuore del centro storico di Torre Annunziata ed è esattamente a poche decine di metri da Palazzo Fienga”.

Sindaco, ha avuto modo di sentire il procuratore? C’è stato un punto di contatto tra voi? Quali le novità rispetto ai fatti di lunedì?
“Finora non c’è stato nessun tipo di contatto. Io penso che ognuno debba svolgere il proprio ruolo; lo si deve fare in tutte le sedi, sia in quelle pubbliche, come è stata l’occasione di lunedì, sia quando non ci sono occasioni pubbliche”.

Il Pd ha staccato la spina nei suoi confronti. È amareggiato? Lei non è un iscritto del PD, però il partito l’aveva sostenuta alle elezioni...
“Guardi, io le dico una cosa. Quando si dichiara di essere dalla parte delle procure e dalla parte della giustizia senza entrare nel merito si commette esattamente l’errore opposto. Io non mi sento scaricato dal Pd, anzi. Io sono quello che si è caricato il Pd di Torre Annunziata dopo quello che è successo in questi ultimi 25 anni. Penso che chi (il segretario regionale Piero De Luca, ndr) ha pronunciato quelle frasi sia una persona molto distante dai territori”.

Sindaco, quale potrebbe essere il fatto nuovo per indurla a ritirare le dimissioni?
“Sicuramente un confronto chiarificatore con il procuratore Fragliasso”.

A breve ci dovrebbe essere l’esito della Commissione d’accesso. È preoccupato?
“Guardi, io non sono preoccupato. Le dico anche un’altra cosa. Io penso di essere abbastanza positivo su quelli che sono gli atti amministrativi compiuti durante la mia esperienza amministrativa. Se poi ci sono delle responsabilità individuali queste vanno sicuramente accertate. Però attenzione, questo diventa un elemento cruciale, perché quando si pronunciano quelle parole ad ‘urne aperte’, cioè in attesa di una relazione, diventa una cosa particolare. Quindi le mie dimissioni sono state un atto dovuto di dignità innanzitutto istituzionale, ma poi anche di dignità personale”.

Ha sentito qualche politico, qualche consigliere, qualcun altro che le ha fatto sentire la sua vicinanza?
“Devo dire la verità: tantissime persone, non solo cittadini ma tanti colleghi sindaci, tanti colleghi anche del mondo accademico. Ma quello che mi ha colpito di più sono gli attestati di stima, di affetto e di vicinanza espressi da persone con cui ho lavorato in questo periodo”.

Lei ha detto che le basterebbe un incontro con il procuratore. Se lui le ribadisse di nuovo quello che ha detto a Palazzo Fienga, come la prenderebbe e che cosa farebbe poi in merito alle dimissioni?
“Io ho già preso la mia decisione, quindi se non ci dovesse essere un elemento nuovo perché dovrei essere attaccato alla poltrona? Non lo ero prima, non lo sono adesso”.

Si è fatto un’idea sul perché di quelle dichiarazioni del procuratore?
“Non spetta a me comprendere o comunque trovare una razionalità o una motivazione a quello che è stato detto dal procuratore. Però io, da sindaco, devo trarne le conseguenze politiche, quando parole dure, a mio giudizio ingiuste, vengono pronunciate in una data storica per Torre Annunziata, in un luogo simbolo di Torre Annunziata, con quelle modalità e soprattutto in attesa della pubblicazione della relazione”.

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