La frattura nella maggioranza

Un comunicato congiunto del sindaco e della coalizione di maggioranza, diffuso all’indomani della seduta del Consiglio comunale di Torre Annunziata, ha scosso gli equilibri politici a Palazzo Criscuolo, aprendo una frattura destinata ad avere conseguenze rilevanti.

Al centro dello scontro c’è la decisione della maggioranza di estromettere, di fatto, i Popolari per la Pace, forza politica fino a ieri parte della coalizione. Contestualmente, vengono richieste le dimissioni della consigliera Francesca Caso dal ruolo di presidente della Commissione Cultura e dell’assessore di riferimento dott. Antonio Coppola.

Il caso che ha fatto esplodere la crisi

A innescare la crisi è stato l’abbandono dell’Aula da parte della stessa Caso prima della discussione e dell’approvazione del Documento Unico di Programmazione e del bilancio di previsione 2026. Una scelta maturata in aperta polemica con il capogruppo Roberto De Rosa, che nei giorni scorsi aveva già annunciato l’intenzione di lasciare il gruppo per aderire al misto a partire dal prossimo 16 aprile.

La linea dura della maggioranza

Durissima la posizione espressa dalla maggioranza. «Il sindaco e i gruppi consiliari intendono fare chiarezza su quanto accaduto – si legge nella nota –. Le motivazioni addotte per l’abbandono dell’Aula sono ritenute prive di fondamento e strumentali». Nel comunicato si sottolinea inoltre che tutta la documentazione di bilancio era regolarmente disponibile per i consiglieri presso la Presidenza, ribadendo che «è dovere di ogni eletto consultare gli atti».

Per la maggioranza, sottrarsi al voto su un atto fondamentale come il bilancio equivale a una rottura politica: «Chi abbandona l’Aula nel momento più importante dell’anno si pone, nei fatti, fuori dal perimetro della coalizione». Da qui la richiesta, entro 48 ore, delle dimissioni della Caso e dell’assessore Coppola (nella foto), con l’avvertimento che non saranno tollerati ulteriori rallentamenti dell’azione amministrativa.

I dubbi e le letture politiche

Fin qui la posizione ufficiale. Tuttavia, da osservatori esterni, emergono alcune riflessioni. Il documento porta la firma della coalizione di maggioranza e del sindaco, il che presupporrebbe che la decisione sia stata presa unitamente a tutti i partiti che compongono la maggioranza. E’ andata proprio così?

Secondo aspetto. Un consigliere comunale esercita il proprio mandato senza vincoli, con piena libertà di opinione e di azione. L’uscita dall’Aula, nel caso specifico, appare più come un gesto di protesta interna che un voto contrario al bilancio. Una differenza non secondaria: votare contro rappresenta una rottura politica esplicita, mentre abbandonare l’Aula andrebbe letto come un segnale di dissenso legato a dinamiche interne al gruppo. Secondo la stessa consigliera Caso, infatti, alla base della decisione ci sarebbe la mancata condivisione delle linee programmatiche del documento, elemento che avrebbe impedito una valutazione consapevole.

Possibili scenari futuri

In questo senso, la dura reazione della maggioranza potrebbe apparire come una forzatura, che lascerebbe intravedere possibili sviluppi politici futuri.

A rafforzare questa ipotesi è quanto dichiarato in aula dal consigliere del Movimento 5 Stelle Salvatore Monaco, che ha parlato apertamente della necessità di un cambio di maggioranza per rilanciare l’azione amministrativa, astenendosi poi sul bilancio di previsione 2026 (il consigliere di opposizione Mauro Iovane ha votato a favore)

E’ allora tutto avrebbe un senso: la perdita della consigliera Caso sarebbe più che compensata in termini numerici con l’ingresso nella maggioranza di uno/due consiglieri di opposizione, con la disponibilità di un assessorato con deleghe “pesanti”, quale le Politiche Sociali.

L’accusa, inoltre, alla consigliera Caso di violazione dell’impegno assunto con il corpo elettorale potrebbe non rivelarsi prudente qualora esponenti dell’opposizione dovessero entrare in maggioranza: essi si renderebbero esposti, infatti, alla medesima obiezione. Vedremo cosa accadrà.   

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