A cura di Domenico Gagliardi

L'affascinante mondo della boxe all'Esame di Stato.

Lucio Zurlo, nipote omonimo del nonno fondatore della Boxe Vesuviana, e figlio di Biagio, istruttore della Nazionale italiana, ha sostenuto la Maturità per diplomarsi al Liceo Scientifico Pitagora-Croce di Torre Annunziata.

Il ragazzo, studente della classe VG, ha intitolato la sua tesina «Vola come una farfalla, pungi come un'ape», ispirandosi alle gesta sul ring di Johann Trollmann, considerato il primo pugile a muoversi sul quadrato con grande agilità ed eleganza, e Irma Testa, la campionessa oplontina (prima donna nella storia del pugilato italiano a prendere parte ad una Olimpiade, quella ormai imminente di Rio) cresciuta ed allenata proprio nella palestra di via Parini da Lucio Zurlo senior e dal figlio Biagio.

La "butterfly" torrese, così soprannominata proprio per le sue movenze leggiadre e aggraziate sul ring, da "farfalla" per l'appunto, ma allo stesso tempo "ape" capace di infierire sull'avversaria, è, insieme a Trollmann - nato ad inizi del '900 da una famiglia sinti tedesca e morto in un campo di concentramento nazista durante la II Guerra Mondiale - simbolo di volontà e caparbietà ma anche di riscatto sociale.

In un quartiere difficile come quello della "Provolera", infatti, da oltre cinquant'anni la Boxe Vesuviana istruisce alla vita, prima ancora che allo sport, i suoi ragazzi, molti dei quali provenienti da contesti familiari tutt'altro che agevoli.

Il lavoro di Lucio Zurlo jr è stato quindi improntato sulla "volontà" di emergere attraverso lo sport, riallacciando il concetto a nozioni filosofiche come quelle di Nietzsce o riscontrabili nell'Oliver Twist di Charles Dickens o i Malvoglia di Giovanni Verga, passando per le Neronia organizzate dall'imperatore Nerone, dove c'era anche il pugilato tra le discipline.

L'alimentazione del pugile e, in matematica e fisica, gli urti (il colpo/pugno del pugilato) hanno rappresentato invece il collegamento in chiave scientifica. 

«E' stato come rendere omaggio a due grandi protagonisti della boxe - ha detto Lucio jr -. Trollmann, da un lato, e Irma dall'altro. Due generazioni distanti nel tempo ma accomunate dalla stessa voglia di affermarsi nella vita e nello sport attraverso un unico comune denomintaore: il pugilato. E, da buon "discendente" di una famiglia di pugili, non potevo che sostenere il mio esame di maturtà parlando di boxe».

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