A cura di Domenico De Vito

Zi Michele Gallo, come affettuosamente veniva chiamato, entra a far parte del Savoia nell'agosto del 1976. Con lui ci sono suo fratello Pasquale e il presidente Franco Immobile, che rileva il Savoia dalle mani di Coppola.

Dipendente dell'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, zi Michele è un uomo simpatico e di grande umanità.  Negli anni in cui è dirigente del Savoia, ricoprirà anche la carica di consigliere comunale e poi di assessore ai Servizi Sociali del comune di Torre Annunziata.

Nel corso del suo mandato politico non trascurerà mai il Savoia. Col segretario prof. Giuseppe Sasso partecipa a varie sessioni di calcio mercato.

Epico un  esilarante siparietto proprio in una di quelle occasioni. In compagnia del  fido Giuseppe  Sasso, zi Michele  rientrava in treno a Napoli da Milano, sede del calciomercato. Trattandosi di un treno rapido, in biglietteria Sasso gli fece notare che  era necessario acquistare il supplemento rapido. Zi Michele fece finta di niente. Una volta sul treno,  il controllore gli contestò il mancato acquisto del supplemento rapido. “Ah questo è rapido? Ma io nun vac 'e press...", rispose con una punta di ironia.

Zi Michele resta in seno alla società del Savoia anche dopo l'addio della famiglia Immobile. Nel campionato 1986/87, appena eletto alle elezioni comunali nelle fila della Democrazia Cristiana con oltre 2 mila voti, il sindaco Salvatore Capasso, gli affida la gestione della squadra, garantendo un contributo di 200 milioni di lire. A fine anno la squadra si classifica al sesto posto, e zi Michele non nasconde la sua soddisfazione.

Sarà quello il suo ultimo campionato da presidente del Savoia, collezionando bel undici campionati di fila, risultando tutt'oggi il dirigente più longevo della storia dei bianchi.

(Nella foto del 22 gennaio del 1978, zio Michele con il mitico Ciro Vesce, durante il derby con il Nola, finito 1 a 1 con due autogol)