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Torre Annunziata – Savoia Calcio, quattro gare a porte chiuse e cinquemila euro di ammenda

Torre Annunziata – Savoia Calcio, quattro gare a porte chiuse e cinquemila euro di ammenda

La delusione di Nazario Matachione: «Comportamenti ignobili e indifendibili»

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

«I comportamenti di domenica scorsa sono ignobili e indifendibili, che non solo fanno male all’immagine della città, ma che stanno distruggendo il lavoro di tutti. Un capolavoro di inciviltà». Nazario Matachione, presidente della Casa Reale Holding, non usa metafore per definire l’ennesima condotta violenta di un frangia dei tifosi che costa al Savoia Calcio un’ammenda di 5mila euro e quattro gare casalinghe da disputare a porte chiuse.

Il provvedimento del giudice sportivo è susseguente a vicende riguardanti l’ultima gara valevole per i play off di serie D disputata dai bianchi di Torre Annunziata a Castelnuovo Cilento contro la Gelbison domenica 11 maggio. Nel dispositivo si legge “per avere propri sostenitori introdotto e utilizzato materiale pirotecnico (12 fumogeni) nel settore loro riservato; lanciato numerosi sputi all’indirizzo di un assistente arbitrale colpendolo ad una mano, alla testa, alle guance, alle braccia e alla schiena per circa 15 volte; lanciato allo stesso ufficiale di gara acqua e birra che lo attingevano alla testa e alla schiena per circa 10 volte”.

«Ma di cosa parliamo? – prosegue Matachione - Di nuovo con la solita litania degli arbitri contro Torre Annunziata? Ma smettiamola! Basta con questa mentalità da perdenti. Dopo Cassino, siamo recidivi. E la recidiva costa cara: multe raddoppiate, giornate di squalifica, partite a porte chiuse. Il gesto dello sputo non è solo un reato di inciviltà, è un atto infame, una vergogna che ricade su tutti. Qui si rischia l’incolumità. Qui si esagera. E la conseguenza è una sola: pagano tutti, anche quelli che amano questa squadra davvero. Tifare non vuol dire sfogare frustrazione, odio o inciviltà. Tifare vuol dire spingere la squadra, sostenerla nei momenti duri, creare un clima in cui si possa giocare. E soprattutto: non si vince solo in campo. Si vince tutti insieme, società, giocatori e tifosi».

Delusione, rammarico e disappunto pervadono Nazario Matachione che conclude: «Chi ama questa maglia, d’ora in poi lo dimostri con i fatti. Il tifo non è un’arma, è un onore. Chi non è capace di stare sugli spalti con dignità e rispetto, faccia un favore a tutti: resti a casa. Stiamo lavorando e investendo per ridare dignità ad un territorio, ad un intera città per liberarci dall’idea che Torre Annunziata è fort apache. Basta! Se volete il cambiamento iniziate a cambiare voi allontanando chi vuole distruggere anche il Savoia».

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